E' il riconosciuto erede di Alfred Hitchcock, tanto che uno dei trip più eccitanti per un cinefilo è quello di cercare i riferimenti che collegano le opere di De Palma a quelle del maestro del thriller inglese (un aiuto: pensate a "Una finestra sul cortile", "Vertigo" e "Psycho"). Detta meglio, si tratta di un'eredità che si fonda sugli stessi binari cinematografici: la strenua sperimentazione formale e la continua ricerca espressionistica. Basti pensare all'uso da parte di De Palma di autentici virtuosismi con la macchina da presa (piani sequenza acrobatici, carrellate circolari e dall'alto, riprese al ralenty...), oltre che di tecniche come quella dello split-screen, che amplifica l'efficacia emotiva dei suoi film, aumentando il coinvolgimento dello spettatore e regalandogli ogni volta un'esperienza realmente unica. Ma mettendovi di fronte a un'opera di De Palma ricordatevi soprattutto che "la macchina da presa mente sempre... 24 volte al secondo": l'ha detto lui stesso. Ed è forse questa l'analogia più grande con sir Alfred.