Il 22 novembre 1963 qualunque americano in età matura a quei tempi ricorda dov'era e cosa stava facendo al momento dell'annuncio che John Fitzgerald Kennedy era stato colpito da ignoto attentatore a Dallas e versava in gravissime condizioni. Un choc benefico per una nazione dispersa, rosa da lotte per i diritti e per i riconoscimenti delle etnie, macerata in un conflitto senza requie tra rivendicazioni libertarie e tentazioni conservatrici. Tutto il Paese si fermò. E, siccome il Paese era già il Dominatore di mezzo mondo, si fermò tutto il pianeta: il mezzo mondo assoggettato e quello che si opponeva allo strapotere a stelle e strisce. Poi, venne il Diluvio. L'arresto di Lee Oswald, l'omicidio di Lee Oswald, il lavoro ambiguo della Commissione Warren, le voci inerenti a un complotto - anzi: al Complotto -. La cultura americana ha cercato per quasi quarant'anni di elaborare il lutto. Grandi autori (Mailer, DeLillo, Ellroy e Foster Wallace in primis), grandi registi (Oliver Stone su tutti), artisti, sociologi e filosofi hanno attaccato e riabilitato il mito del Re (basti pensare al revisionismo che Chomsky ha fatto sulla figura del Presidente Assassinato): ma non è bastato. JFK continua a incarnare l'archetipo moderno del Sacrificio Oscuro, del Capo Decapitato. E' una metafora del Potere e, come sempre, è l'idea della Cospirazione a rappresentarla degnamente.
E' entrata nella memoria collettiva del pianeta: la scena del video-Zaprueder che registra l'esplosione della nuca di John Fitzgerald Kennedy, Jaqueline in trance che cerca di recuperare un frammento del cranio presidenziale mentre scivola sul bagagliaio della macchina di rappresentanza. Ecco il film dell'attentato: forse il documento più trasmesso nella storia della società dell'informazione.
Ciò che si sa e ciò che non si sa- Incongruenze. Morti sospette all'ombra della morte del Presidente. Una pallottola che compie un percorso assurdo. Una veloce autopsia. Tutto sul complotto che ha eliminato JFK: dalla scena di Dallas alla cattura di L.H. Oswald, dall'assassinio del presunto assassino per mano di Jack Ruby all'Uomo Con L'Ombrello. Mappe, foto e grafici, per disegnare la cospirazione delle cospirazioni.
JFK POP CULTURE
Libri, film e opere d'arte - Come il Vietnam (che peraltro fu opera di quel santerellino di Kennedy): la morte di JFK è un evento collettivo che ha contagiato le masse americane e le ha investite di un enorme processo di elaborazione del lutto. Chi dice che gli Stati Uniti contemporanei derivano la propria identità in forza dell'assassinio Kennedy e del massacro in Vietnam ha ragione. Fior di scrittori e geniali registi hanno fornito il pubblico (poiché di questo, più che di un popolo, si tratta) degli strumenti necessari per superare la morte del Re: grandi romanzi (da Libra di Don DeLillo a Un mistero americano di Norman Mailer ad American Tabloid di Ellroy) e grandi film (su tutti JFK di Oliver Stone). I protagonisti di questo fronte artistico che racconta il Complotto.
LUI: JFK
Bio e gallery - Vita, opere e scellerataggini di un uomo che divenne Re. Dal regalo della Presidenza comprata dal padre Joseph (un potente in affari con la Mafia), al matrimonio con Jacqueline. L'infatuazione per Marilyn Monroe. La guerra nel Vietnam. L'annuncio del programma spaziale. Il fratello, Bob. La Baia dei Porci. Chi era davvero John Fitzgerald Kennedy?