Andrea Pazienza è stato l’autore di fumetti più importante
degli anni ‘80, che ha lasciato un’impronta indelebile nonostante (o forse
proprio per) la sua prematura scomparsa. Disegnatore di fumetti e vignettista,
ha iniziato a pubblicare su Alter Alter con Pentothal, una
storia a volte incoerente che però aveva dei forti agganci con la
realtà italiana del 1977, anni in cui iniziò a essere pubblicata.
E fu proprio il collegamento con la realtà quotidiana la fortuna
di Pazienza. Senza arrivare agli eccessi di Tamburini,
Pazienza descrisse la sua generazione in maniera drammatica ma spesso anche
parodica (per esempio in Perché Pippo sembra uno sballato).
Il nome di Pazienza resta profondamente legato al personaggio di Zanardi,
un ragazzo arrogante, cattivo e spietato a cui tutto va bene. Protagonista
con due suoi amici (Colasanti, un belloccio che ogni tanto fa il marchettaro,
e Petrilli, lo "sfigato" che nell’ultima storia morirà
in un inutile atto di coraggio) di una manciata di storie, Zanardi è
inquietante per il suo fascino e per l’attrazione che il lettore prova
per lui. E' un'irresistibile forza del male talmente piena di sè
che in una storia incontrerà addirittura il suo creatore e insieme
scopriranno il mostro di Scandicci. Pazienza ha pubblicato su tantissime
riviste, spesso molto diverse tra di loro (Il Male, Frigidaire,
Alter Alter, Linus, Corto Maltese, Comic Art),
realizzando una quantità incredibile di storie, storielline, vignette.
Il suo ultimo grande libro (a parte una serie incompiuta che lasciava presagire
grandi cose) è stato Pompeo, una drammatica storia in parte
autobiografica, che ha presagito il destino di questo grande autore, che
disegnava con la stessa facilità con cui respirava.