Frank Miller si può considerare come uno degli autori che più
ha influenzato il fumetto americano e quello mondiale. Inizia a disegnare
per la Marvel Comics alla fine degli anni ’70 e, dopo una manciata di storie
su varie testate, approda al personaggio che gli dà la notorietà
e la possibilità di mescolare alcune delle sue influenze, come l’ambiente
urbano tratto dallo Spirit di Will Eisner,
la passione per i noir e i gialli alla Mickey Spillane e la composizione
narrativa della tavola giapponese: Daredevil. Tutti
questi elementi fanno abbandonare al personaggio l’ambientazione un po’
bizzarra e multicolore, che a tratti l’aveva caratterizzato, trasformandolo
in un eroe urbano molto realistico. Successivamente, Miller realizza per
la DC Comics due serie che lasceranno il segno: Ronin e Batman:
The Dark Knight Returns. Ronin è una storia fortemente
influenzata dal giapponese e dal fumetto anni ’80 francese (Bilal e Moebius
in testa), che racconta l’odissea di un ronin (un samurai senza padrone)
che si risveglia misteriosamente in un lontano futuro per uccidere un demone
e vendicare quindi il suo padrone. E’ soprattutto una visione molto oscura
del futuro quella che domina questo fumetto, la medesima visione che caratterizza
anche The Dark Knight Returns, che si può considerare come
l’ultima e definitiva storia di Batman. Bruce Wayne, ormai anziano, non
indossa più i panni di Batman ormai da anni, ma quando una serie
di vecchi avversari come Due Facce e il Joker riescono a uscire dal manicomio
criminale di Arkham Asylum, il vecchio eroe è costretto a ritornare
in azione. Dopo un breve ritorno alla Marvel (per cui realizza Elektra
Assassin, la storia di Devil "Rinascita" e Elektra vive
ancora) e una non felice esperienza cinematografica con Robocop
3, la carriera di Frank Miller si lega indissolubilmente con quella
di una casa editrice indipendente, la Dark Horse, con cui pubblica da molti
anni tutte le sue storie: l’avventura fantascientifica (leggermente impegnata)
della saga di Martha Washington, iniziata con Give me Liberty, la
folle collaborazione con Geoff Darrow con l’esagerato Hard Boiled
e il divertissement di Big Guy & Rusty the Boy Robot, fino a
giungere alla sua opera maggiore: Sin City. Sin City è,
in realtà, una serie di storie noir slegate l’una dall’altra, ambientate
nella stessa "Città del Peccato", dove sono presenti alcuni
personaggi in comuni e riferimenti incrociati tra i vari episodi. Realizzato
con un bianco e nero secco, netto ed estremamente grafico, la serie si
caratterizza anche per una certa durezza delle situazioni e per un forte
riferimento ai film noir degli anni ’50.
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