Martin Mystère è l’ultima (ma solo in ordine di tempo) fortunata creazione di Alfredo Castelli, uno dei più prolifici sceneggiatori italiani. Dopo aver dato creato personaggi come Gli Aristocratici, fondato riviste come Horror o aver gestito, assieme a Silver, per un anno in maniera innovativa Eureka, nel 1982 Castelli riprende un suo personaggio che aveva avuto vita breve (il dottor Quatermain) e lo attualizza per la Sergio Bonelli Editore trasformandolo in Martin Mystère, un professore in archeologia dalla curiosità inguaribile e dagli interessi più eclettici che gira per mezzo mondo accompagnato dal suo fido servitore Java (un uomo di Neanderthal) e, a volte, dall’eterna fidanzata Diana Lombard. Da un’iniziale somiglianza con Indiana Jones (questi due personaggi uscirono quasi contemporaneamente), Martin Mystère ben presto trovò una sua voce personale diventando una sorta di alter-ego del suo autore. La serie infatti iniziò ad allargare il suo campo d’azione non restando esclusivamente nell’ambito dell’archeologia "mysteriosa" (UFO, Atlantide e Mu, civiltà misteriose, ecc.), e tratta tutta una serie di argomenti (come la numerologia, la teoria dei colori, le invenzioni più strane) che rendono vitale e sempre diverso un fumetto che altrimenti avrebbe avuto fiato corto. A questo nucleo di personaggi principali nel corso degli anni se ne sono aggiunti molti altri che ritornano periodicamente a ravvivare questa serie: l’arcinemico Orloff, Chris Tower e la base segreta "Altrove", l’avventuriera Angie (la sua presenza è sinonimo di guai!) e gli ambigui Dee e Kelly.
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