Creato nel 1948 da Gianluigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini,
Tex è diventato in questo mezzo secolo "il" fumetto italiano per antonomasia.
Il fumetto più venduto in Italia (prima che arrivasse Dylan
Dog e sbaragliasse tutti e tutto), Tex ha lanciato uno standard nel
fumetto western, in quello italiano e in quello pubblicato dalla sua casa
editrice. Vengono infatti lanciate in questa serie alcune regole che poi
varranno senza troppe variazioni per i successivi Zagor,
Comandante Mark, Il piccolo Ranger, ecc.: una serie di comprimari alle
"dipendenze" dell'eroe protagonista, una serie di frasi che vengono
ripetute come dei tormentoni infiniti e storie rigorosamente slegate l'una
dall'altra (tranne i rari collegamenti nel caso torni un determinato personaggio).
Tex Willer è accompagnato e aiutato nelle sue avventure da tre pards:
Kit Willer, il figlio di Tex e di un’indiana, figlia di un capo tribù
Navajo, Kit Carson, un personaggio realmente esistito (e di cui ne esiste
un'altra versione italiana realizzata da Rino Albertarelli e Walter Molino)
e Tiger Jack, un indiano della tribù di cui Tex è diventato
il capo. Tex è un ranger e divide la sua attività tra le
missione che il suo corpo gli affida e la vita del villaggio. Quello che
non manca mai è il profondo senso di giustizia, spesso portata avanti
con metodi un po’ rudi e sbrigativi, ma sempre al servizio degli oppressi,
dei deboli e degli indiani. I suoi compagni, oltra a essere un valido e
spesso indispensabile aiuto, forniscono spesso (soprattutto Kit Carson)
il lato più leggero e umoristico delle vicende, con interminabili
scazzottate infarcite di battute umoristiche (come nei film di Bud Spencer
e Terence Hill) e altrettante interminabili mangiate di "bistecche
alte due dita e con una montagna di patate".
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