GLI INTOCCABILI Tanto odio, tutto ingiustificato e a gratis
Testo, paratesto, paranoia: ecco quelle che, enfaticamente, sul sito di Akerbuk vengono definite "Dichiarazioni di Gabriele Salvatores", rilasciate a un assurdo intervistatore, un po' come ai tempi di Napoleone o degli editti della Triplice. A destra, l'interpretazione del pool semiologico che strapaghiamo per futili motivi.
La prima volta che ti cimenti con il mezzo televisivo...
La televisione dei quiz e dei varietà non mi piace molto. Credo, invece, che la tv sia importante per le news, lo sport e i programmi culturali. La tv ha un potere di penetrazione molto forte e, quindi, penso sia il mezzo più adatto per Akerbuk, un programma culturale che affonda le radici in certi immaginari collettivi - letterari o cinematografici - e che si propone di diffondere il piacere della lettura [e] si rivolge a un pubblico numericamente molto vasto. [...] Il progetto di Akerbuk ha un messaggio molto mirato e preciso, un messaggio che condivido.
Mi sono scordato l' "È"...
Alla tv guardo solo l'Inter e la Ferrari, ma da poco ho scoperto che è uno strumento che mi permette di fare un sacco di grano e ne approfitto. Davanti alla tv ci sono milioni di coglioni e, con Akerbuk, la Disney mi ha detto di catturarne molti facendo finta che siano degli intellettuali. Io, che di coglioni intellettuali me ne intendo, so già cosa fare...
Qual è stato il tuo ruolo nel progetto Akerbuk?
Il mio ruolo è stato quello di ideare una situazione insieme agli autori, cercando di adattare il briefing, che mi veniva dato da chi aveva pensato il programma, al mio mondo, a quello che stavo facendo e avevo fatto. Nel mio ultimo film "Nirvana" c'era una giovane hacker (interpretato da Stefania Rocca) che svolgeva un compito di contro-informazione. [...]
In Akerbuk fai come al solito il figo che vuole fare tutto?
No, guarda, un conto è se lavoro per il mio film, un conto se lavoro per una cazzata di programma, specialmente un programma della Disney. Poi col cavolo che facevo anche un briciolo di fatica! Mi è bastato riciclare qualche scenografia di Nirvana e il programma era fatto. Se Stefania Rocca non fosse ora impegnata a filare Baricco, nemmeno chiamavo una nuova attrice a fare l'hacker.
Akerbuk: un titolo forse un po' trasgressivo. Perché?
L'hacker è un pirata, è qualcuno che lavora fuori dagli schemi, fuori dalla legalità. Nella società in cui viviamo l'allineamento e l'omologazione è data essenzialmente dalla televisione e dai vari mezzi di comunicazione. Chi legge oggi è, quindi, fuori dagli schemi e trasgredisce. Trasgredisce due volte, innanzitutto perché fa parte di una minoranza, ma anche perché leggere è anarchico e minimalista. [...]
Ti sto leccando il culo, e anche ai dirigenti della Disney. Quasi quasi mi vergogno di me stesso...
Sono uno che fa soldi grazie alla società dello Spettacolo, però i soldi li faccio finché tutti mi credono marxista, quindi parlo male della società dello Spettacolo. Della lettura è meglio non parlare, perché anche sui libri parlo tanto, ma non ne leggo uno che sia uno. Meglio che mi facciate parlare della globalizzazione, così vendo alla grande il mio prossimo film.
Ci sono dei libri che hanno segnato la tua vita?
Il mio primo ricordo è legato a un libro che mi regalò da piccolo mio padre: era un'edizione di "Pinocchio"con bellissime illustrazioni che mi ha accompagnato per molti anni. Poi ci sono stati i libri che mi hanno segnato, che sono stati veramente importanti per me. I libri di Jack London, "Il Richiamo della Foresta", "Zanna Bianca", "L'ultimo dei Mohicani", mi hanno fatto sognare e, forse, mi hanno indirizzato verso il lavoro che sto facendo… Non si può essere l'ultimo dei Mohicani e fare l'avvocato!"
Adesso, dopo avere fatto il leccaculo, voglio fare il poeta...
Ascolta, detto sinceramente: ho letto solo tra i 14 e i 15 anni, ma solo fumetti tipo Il Tromba e Sukia; quindi adesso ti cito i classici libri che citano gli intellettuali quando gli viene chiesto cosa hanno letto a 15 anni. Gli avvocati sono stronzi, grigi e ignoranti; io invece sono colorato, originale e brillante. E poi, per fare interpretare la hacker, mi sono passate davanti certe svanziche...