GLI INTOCCABILI Tanto odio, tutto ingiustificato e a gratis
Basta avere una zazzera bianca, e subito vi catalogano come "saggi". Basta avere gli occhiali, e immantinente siete degli "intellettuali". Basta essere saliti sul carro di ogni vincitore, essersi inerpicati sulle ideologie più stronze e disfattiste, avere umettato le pliche anali dei Potenti di ogni colore e tempo, e immediatamente siete giornalisti di successo. Aggiungete una decina di by pass, e la dose di pubblica pietà e commozione fa il resto. Sarete dei vaticinatori nazionali, ogni sillaba e preposizione che esce dalle vostre labbra sarà riverita in qualità di oracolo. Dite delle banalità (in modo da avere sempre, in ogni occasione, qualcosa di cui parlare). Ripetete sempre gli stessi concetti. Ditelo con un'aura vagamente inerte e cadaverica. Non muovete le labbra quando emettete suoni. Fate domande insensate. Allora non siete pubblici opinionisti qualunque. Siete Enzo Biagi in persona (ammesso che Enzo Biagi sia una persona). Egli incanta da anni gli italiani con una serie di ovvietà di base impressionanti ("I terroristi erano cattivi?"; "Ha mai guardato la morte in faccia? E che faccia ha?"; "Invecchiare significa diventare saggi?"; "Vincere la coppa del Mondo non è un evento qualunque: significa vincere una coppa del Mondo": tutte chicche testuali, garantiamo). Appare anche in tv, in una esaltante rubrica seguita da nove milioni di connazionali, che egli intitola sapidamente "Il Fatto" e che in realtà è il commento: suo, solitamente degno dei crocchi di vecchietti nella piazza centrale, in ogni caso espresso con una sintassi orizzontale all'altezza di un semestre di terza elementare. Sommate al delirante ritratto il Fatto che questo paggio invecchiato è stato il cantore ufficiale dei fasti craxiani quando Craxi esisteva ed esistevano anche i fasti. Otterrete, da una simile miscela di reazionariato e banalità, uno speaker che sta tra la versione incartapecorita di Max Headroom e una candida sembianza da Robocop della cazzata. Noi, per dispetto, abbiamo recuperato storiche dande: un'incredibile intervista in cui il Venerabile dà della troia a ogni donna, l'intervista che egli fece ai neomiliardari Neri & Grassilli a "Il Fatto", e un inedito pezzo intitolato "Italiani brava gente"...
QUELLO STRAFATTO DI BIAGI.COM
Figurarsi se non doveva arrivare a insegnarci cos'è Internet. E figurarsi se non tirava fuori un campionario allucinante che, in altri tempi, avrebbe scatenato i movimenti per l'emancipazione della donna: "Ci sono grandi donne, grandi mignotte, grandi virtuose". Parola di quello strafatto di Enzo Biagi, in un'esclusiva intervista rilasciata ad Alice.it...
L'intervista a Neri e Grassilli- Misurato, mai eccessivo, ineccepibile dal punto di vista dei vandeani: Enzo Biagi è fatto così, una botta di vita e via, verso nuove avventure. Ecco il testo dell'intervista a Gianluca Neri e Roberto Grassilli, durante un'epica puntata de "Il Fatto". Erano in tre a essere fatti, tra domande assurde e risposte altrettanto...
L'inedito - I rapidi e agili redattori di Clarence hanno ritrovato, negli archivi (di cosa? Quali archivi?), un "pezzo" da maestro di Enzo Biagi. Una grande lezione di giornalismo, grondante umanità e buon senso, che riconcilia con la vita e con le tette della Ferilli.