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   MAURIZIO MOSCA
Maurizio Mosca Su "Il Manifesto" di giovedì 22 Giugno appare un durissimo attacco politico all'icona mediatica di Maurizio Mosca. Lo schiacciasassi dello stalinismo postmoderno si abbatte violento sulla Mosca inerme. A fare tutto ciò è l'inflessibile Norma Rangeri, colei che ritiene che "la fenomenologia del calcio, attentamente osservata dalla politologia fin dall'avvento dell'era berlusconiana, rivela un sistema rigidamente maggioritario".
Il maggiore agente dell'avvento della nuova ideologia calcistico-politica è l'uomo più politicamente scorretto del Barnum televisivo: Maurizio Mosca. La Norma Normalizzatrice Rangeri incalza e denuncia Mosca perchè egli violerebbbe perfino la privacy dei suoi nemici. La furiosa Rangeri, evidentemente poca avvezza agli abissali doppisensi e controsensi della commedia dell'Arte biscardiana, crede che il verace Toscanaccio Gino Menicucci, già famigerato ex-arbitro, possa essere ritenuto un nemico di SuperMosca. Si sbaglia. E' vero, Mosca all'indirizzo di Menicucci urla: "ma allora tu non li leggi i giornali sportivi! Da quel vecchio porco che sei, cosa leggi? Penthouse?" Ma tutto sta a decifrare pazientementi i segni dell'arcano Processo di Kafka-Biscardi.
Clarence indaga e va a fondo, vince ogni imbarazzo, e si scontra con l'ingombrante figura della Mosca impazzita. Nasce così una delirante intervista che spazia su tutto. Dalla post-politica al futuro di Internet, dalle discoteche infestate da Vieri e Inzaghi all'eterno interrogativo metafisico: ci fa o ci è?


Maurizio, hai saputo che ti hanno attaccato, stavolta politicamente, per aver violato pesantemente la privacy dell'ex arbitro Menicucci?
Quando??? Dove??? Come???

Oggi, sul Manifesto, Norma Rangeri ti accusa di dare del "vecchio porco" a Menicucci, un modo per intimidire l'avversario, ricattandolo sulle debolezze personali...
Ma no, non ha capito nulla. Io faccio sempre così. Menicucci, poi, è un amico. Chiamarlo "vecchio porco" è un modo affettuoso di appellarlo.

Spiegaci meglio, cosa vuol dire per te essere un vecchio porco?
Ah, ah! Ma dare del vecchio porco è dare a uno dello scopatore, un ammiccamento tra chi la sa lunga e si da una manata sulla schiena! E poi l'ho già fatto in tv, quando al Maurizio Costanzo Show ho dato del "vecchio porco" a Fiorucci...

Maurizio, stai dicendo allora che quando litigate da Biscardi, è tutta una finta....
Senti, lì siamo tutti amici, siamo fatti così. Io non fingo mai. Sono vero nella finzione.


Maurizio Mosca Questa affermazione sconcertante riporta Mosca a inquietanti dibattiti su ciò che separa oggi la verità dalla finzione. L'intervista devia incredibilmente dal suo percorso e lui si dimostra in grado di spaziare allegramente e in modo incontenibile dal destino dei new media alle evoluzioni del Calciomercato, dalla crisi della politica a Zeman neo-allenatore partenopeo. Tutto ciò, così come sembra credere del resto Normalizzatrice Rangeri, è sottilmente collegato. L'universo di Mosca è un mondo inquietante, nel quale siamo tutti risucchiati. In sintesi ecco cosa è soffiato dentro il vortice di Mosca:

Internet? Il mondo in una scatola. Io, comunque, ho il mio sito personale. Internet è il futuro
L'essenza del calcio attuale? Il Calciomercato. Oggi tutti i giocatori possono cambiare casacca da un momento all'altro. E' il regno dell'Insecuritas totale. La lotta di tutti contro tutti.
I geni del pallone? Zaccheroni e Zeman. Gente che sa fare tutto. Sa passare dal 4-4-2 al 3-4-3, passando per il 4-3-3. Oggi nel Calcio puoi e devi fare tutto. Osiamo l'impossibile.
I giornalisti sportivi? Non esistono più Sono tutti morti: Brera, Palumbo, Zanetti, Ghirelli. Anzi no, questo qui è vivo.
Il calcio in Bianco e Nero? Che nostalgia! Sai, cosa vuoi, ho un'età!
La staffetta? Una follia. Del Piero deve stare in campo dal primo minuto. E gli Europei li vinciamo noi.
La soluzione al malessere del Calcio? Un tetto agli ingaggi, perché questi qui guadagnano troppo e, prima di tutto, la moviola in campo!

A questo punto Mosca dilaga e tracima, dice che la politica è giunta al momento della crisi definitiva se il Manifesto vede in lui un pericolo, e comunque spara che non farebbe politica neanche per 10 miliardi ( forse per invidia del fortunato collega Cesare Cadeo!), continua imperterrito, ma per Clarence la missione è ormai compiuta. Terminiamo l'intervista più frastornati di prima.

  di I. Domanin e S. Porro
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   data: 23 giu 2000 protezione contenuti: non attiva Aiuto  

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