Nulla fa paura a quest'uomo. Ha visto la morte in faccia. Prima professionalmente, poi clinicamente. In passato litiga con la Malfa,e viene cacciato dalla Raidue socialista. E' pronta, però, subito la riscossa. Va da Berlusconi, e inventa una trasmisione quotidiana con i politici dove li invita confontarsi con le opinioni della 'ggente. Li mostra mentre si sbafano i ravioli, li interroga in romanesco sulle loro abitudini private. In questo modo manda in pensione le vecchie e noiose Tribune Politiche. Pare che nel giugno '92 il Cavaliere gli chieda di "trattare bene" Carlo Vizzini, segretario del plurinquisito PSDI e che controlla il Ministero delle Poste. Sua Emittenza gli dice che è sicuro che Vizzini, o chi per lui, gli avrebbe firmato il rinnovo delle concessioni governative per le sue televisioni. Lui se ne frega. Anzi. Sfida Vizzini e gli fa arrivare nel bel mezzo della trasmissione, su un volgarissimo cuscino di raso rosso, una vistosissima penna stilografica, alludendo alla "sporca" in atto. Berlusconi lo prende a calci nel sedere. Ma non è finita. Dopo una patetica e rancorosa stagione passata nel girone infernale delle piccole emittenti, il Berlusca ci ripensa e Funari torna in Fininvest. Gli alti e bassi si susseguono impietosamente , finchè un giorno il fisico sembra non reggere più. Funari è, però, industruttibile. La leggenda narra infatti un passato da avventuriero, trascorso tra i ring, i casinò e i night. I luoghi, insomma, dove ha imparato il mestiere duro della vita. Ha avuto un sacco di donne. Continua ad averne nonostante l'età. Il suo genere preferito sono quelle di razza supercafona. Comunque sopravvive alla malattia e ne fa un caso politico di malasanità. Va da Frizzi, al programma Per tutta la vita, e mette, con le sue dichiarazioni velenose, il pavido presentatore contro l'inflessibile Rosy Bindi.
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