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  A DIACO PIACCIONO I CAZZONI
Il libro di DiacoNel 2006 vinco io (20.000 lire con sconto BOL) è il libro scritto da Diaco e pubblicato da Mondadori. Il libro (190 pagine) contiene sette idee: sono i cardini del programma politico ed esistenziale di Diaco, che il suo fantomatico Partito di Internet dovrebbe realizzare. Un incredibile esercizio di cabaret in sette passi, che portano dal Nulla al Niente, attraversando per intero il continente Diaco che, come si sa, è più disperso di Atlantide. Nel libro, Diaco si lancia in una teoria del Cazzone che da tempo sembra essere il suo cavallo di battaglia. Che cos'è un Cazzone? Chi è un Cazzone? Domande irresistibili a cui viene data una risposta altrettanto irresistibile. Da Celentano a Curzi a Ferrara ("Cazzone dolcissimo"), Diaco formula l'elenco dei Notabili a cui il Pierluigi spera di piacere. Per dirla alla Diaco: una leccata di culo pazzesca...

I Cazzoni
di Pierluigi Diaco


Il divertimento è un punto programmatico perché credo che in Italia esista un club dei cazzoni eccellenti. E ho personalmente avuto la fortuna di conoscere molti esponenti di questa classe illuminata e appetitosa. Straordinari. Si divertono e si rivelano, nei momenti migliori, miei fieri alleati.
Ho sempre diviso il mondo tra cazzoni e non. Io sono un cazzone. È un complimento che faccio spesso alle persone che stimo. Un cazzone in fondo è solo questo: una persona con una serenità intellettuale speciale e con un istinto naturale e felice al divertimento.
Uno è Giuliano Ferrara, il direttore del "Foglio": che dolce! Un altro è Pierluigi Magnaschi, direttore dell'Ansa. Sorride ed è capace di parlare sinceramente bene delle persone che ha conosciuto nella sua vita. È persino venuto con me in radio a fare il dj, ha messo i dischi del Boss, di De Gregori e degli Oliver Onions. Non vi sembra un percorso discografico da cazzone adorabile?
Maurizio Belpietro, il direttore del "Giornale", è un altro discreto cazzone. Più che discreto, eccellente, direi. Qualche mese fa è morto il suo cane Paloma e lui me lo ha raccontato con sincera tristezza. Ha una moglie e una figlia di otto anni che lo aspettano ogni sera a casa, stanno sveglie fino a tardi.
Un cazzone eccellente è il talent scout Claudio Cecchetto; un altro è il direttore di "Liberazione" Sandro Curzi; un altro è Enrico Mentana, direttore del Tg5, che è capace, nella sua severità, persino di imbarazzarsi; o Clemente Mimun che è orgogliosamente narratore di costumi e società. Poi ci sono il direttore di "Panorama" Carlo Rossella, Francesco Merlo, Lamberto Sposini, Giampiero Mughini, Gad Lerner, se volete, l'esperto di libri antichi Oliviero Diliberto e pochi altri ancora.
Un altro cazzone eccellente, che non sa di esserlo, è Adriano Celentano. Uno che si è sempre divertito e che si diverte ancora, che ha spiegato l'ambientalismo agli italiani in prima serata su Raiuno, semplicemente storcendo la bocca o alzando le spalle, o rimanendo significativamente in silenzio. Che dire poi di Pierluigi Celli, un sostenitore autentico del divertimento e della passione, uno che mette in disordine le cose, le confonde con una logica talmente forte e lucida da riuscire sempre a creare un vero punto di vista. Amo le persone che riescono, attraverso la loro storia, a essere un punto di vista, piuttosto che un punto di riferimento.
Mi piace essere un punto di vista per gli altri, provocatorio e fastidioso, mai palloso, mai inutilmente irrispettoso. In questo mestiere spendo il mio impegno quotidiano; e chiedo apertamente ai sostenitori del partito di Internet di dedicarsi anche loro a un lavoro artigianale così prezioso.
I cazzoni eccellenti possono cambiare la storia di questo paese. Non credo che possano essere gli intellettuali a farlo, e neppure i politici. I pensatori liberi, quelli sì. I pensatori liberi che sono al servizio della politica, delle aziende italiane, dell'editoria: i pensatori liberi. Sono una soluzione divertente, perché sono cazzoni pensanti ed eccellenti.

  di Giuseppe Genna
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   data: 11 apr 2001 protezione contenuti: attiva Aiuto  

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