Agli esordi, come in un romanzo horror di Lovecraft, emerge il dio idiota che gorgheggia dal Nulla. Eccolo qui che già molleggia, addobbato come una caricatura rusticana di Battisti, mentre il sistema nervoso scatta incontenibile verso l'Ovunque e il prognatismo da primate albeggia sulle coscienze degli italiani in epoca di Boom. Da notare la spartana scenografia Rai, con i rombi per l'insonorizzazione. Dopo l'esibizione, un epico scontro tra Claudio Villa e Bingo Bongo: l'uno per i "melodici", l'altro per gli "urlatori". Era l'inizio della fine: ce ne accorgeremo soltanto cinquant'anni dopo...