Dopo essersi immaginato Dio per un arco di vent'anni, Adriano Celentano si immodestisce, scende dal piedistallo e sale su un trono, sentendosi Faraone. Per 125 milioni di caz..ate si è trasformato in Grande Architetto e ha lavorato a un set che nemmeno Renzo Piano sotto lsd avrebbe mai concepito. Molleggiandosi sui nostri risparmi, Bingo Bongo ha allestito una specie di studio hollywoodiano che, anziché il West, riproduce fedelmente l'ultrachimica periferia milanese degli anni Cinquanta, riesumando nei minimi particolari quella via Gluck che rese celeberrima la scimmia antropoide di Yuppidu: 2.800 metri quadrati di scenografia neorealista alla Testori, suddivisa in diverse zone che il Celenterato attraverserà insieme alla sua nuova compagna di merende Asia Argento (una curiosità obbligata: se Asia Argento lavora con Celentano e vive con Morgan, quali psicofarmaci assume per stare in piedi?). Dall'ipotetica via Gluck si vedono e si percorrono i Navigli (c'è il ponte e c'è l'acqua: vera), mentre case autentiche, e non fondali, si affacciano sul mestissimo e spettacolare camminamento. Una girandola di trovate simpaticissime e soprattutto innovative (una ragazza con la valigia arriva da lontano, la conduttrice viene reclusa in una grata da galeotti, al centro cala uno schermo largo come un capo di calcio) verranno realizzate grazie a tecnologie che lo staff di Celentano annuncia come se vivessimo ai tempi di Robocop. Regista? Adriano Celentano. Autore? Adriano Celentano. Presentatore? Adriano Celentano. Sembra tutto straordinario e inedito, e invece sarà la solita sequela di paternali e sermoni da bar.
La performance più attesa è quella che vedrà Celentano protagonista di microfiction noir, scritte dal giallista Carlo Lucarelli: il Molleggiato, abbigliato come Colombo dopo una sovraesposizione alle fogne di San Francisco, farà la parte dell'Ispettore Gluck e risolverà alcuni casi che dovrebbero dare la stura a riflessioni di portata planetaria: si va da Il caso del pomodoro assassino (per affrontare la questione dei cibi transgenici; protagonista un tramortito Giuliano Ferrara) a La sedia che scotta (per mettere all'indice la pena di morte; protagonista un soffritto di Gad Lerner) a Chi ha rubato la bellezza? (che ha al centro la bellezza, ma che si avvale di Claudio Amendola e Giancarlo Giannini, dandoci la certezza che di bellezza non se ne vedrà una virgola).
Per quanto dovremo ciucciarci la tettarella moralista di Celentano? Per almeno quattro puntate, con due significativi reprise autunnali se tutto andrà bene. Stiamo tranquilli, però: Celentano è l'Italia tutta e, accanto a lui, a perpetrare le puntate, c'è un ex genio della satira e della creatività come Michele Serra. La qualità è garantita e per farsi un'idea del tutto, forse, è meglio lasciare direttamente la parola a Bingo Bongo. Ecco a cosa ha intenzione di sottoporre la Nazione...
Per me spettacolo vuol dire parlare con la gente e dei problemi della vita. È anche un modo per divertirmi con il pubblico... Il titolo mi è venuto in mente pensando a tutte le cose e le tragedie che succedono ogni giorno. Ad esempio l'allarme degli scienziati per il riscaldamento del pianeta non raccolto dal Presidente degli Stati Uniti o la bomba atomica lanciata dai francesi su Mururoa... Come ospite vorrei avere anche David Bowie, non per litigarci ma per chiedergli perché ha detto che sono un idiota...