O'Dell: «Pietà per decine di cronisti italiani che si addormenteranno per sempre» «Se mi uccidete, Vittorio Zucconi
ricomincerà a scrivere cazzate»
GREENVILLE - «Ho fatto di tutto per salvarli dalla morte cerebrale, ma ormai non c'è più nulla da fare». L'ultimo pensiero di Joseph O'Dell non sarà per se stesso, ma per Vittorio Zucconi, Fabrizio Del Noce, Furio Colombo, e tanti corrispondenti italiani cui è stato vicino nell'ora più triste. «Stavano per rassegnarsi - spiega il condannato - a un triste destino di raccoglitori di pettegolezzi sui flirt di Clinton e sulle unghie incarnite di Madonna. Grazie al mio caso, hanno potuto, per la prima volta nella loro vita, interessarsi a un argomento serio e dare un senso alla loro professione. È vero, la loro fedina penale non è specchiata: leccaculismo, superficialità, logorrea. Ma è una questione di principio: troppo facile aiutare solo i reporter bravi e coraggiosi». Joe non ha mai staccato il telefonino, non ha mai rifiutato di collegarsi in diretta con tivù e radio italiane, per dare loro la sensazione di essere utili. «È stata dura rinunciare alla solitudine e al raccoglimento che un condannato a morte vorrebbe prima di affrontare il momento fatale - confida O'Dell - ma per me era una missione. Per fortuna sono bianco, cattolico e innocente, altrimenti sarebbe stato molto più difficile riuscire a far capire agli italiani che la pena di morte è una brutta cosa». Ma ormai il bel sogno di un giornalismo italiano veramente progressista e combattivo ha le ore contate: se il governatore Allen non sospenderà l'esecuzione, fra pochi giorni sulle pagine dei giornali italiani tornerà a echeggiare il lugubre grido «Dead man writing».
L'assassino di Versace è solo, le sorelle Fendi sono cinque!
Andrew Cunanan chiede rinforzi: «Troppi stilisti italiani per un solo serial killer»
MIAMI - Un accorato messaggio dalla clandestinità: «Da solo non ce la farò mai. Con Versace ho avuto fortuna, ma per accoppare i coniugi Missoni, Dolce e Gabbana, le cinque sorelle Fendi, Krizia uomo e Krizia donna ci vuole un esercito». Firmato Andrew Cunanan, da una settimana il serial killer più famoso del mondo. Il giovane conterebbe di accoppare un altro paio di couturier italiani prima dell'autunno. «Un disegno folle, questo? Non avete mai visto un tailleur di Gai Mattiolo». Offesi dallo scarso interesse di Cunanan per la moda francese, Jean Paul Gaultier e Karl Lagerfeld hanno preso contatti con un serial killer giapponese. Intanto l'Fbi continua a braccare l'assassino di Versace, che continua a far perdere le sue tracce grazie a un fisico che si presta ad ogni travestimento. Si sospettava fosse lui il pinguino avvistato in un motel di Santa Fé con un fascio di riviste gay sottobraccio. Ma dopo che i federali hanno appurato che le foto hard raffiguravano solo pinguini maschi, per di più maggiorenni e consenzienti, il pinnipede è stato rilasciato.
Napoli: san Gennaro ha fatto o' miracolo!
Spara a casaccio tra la folla e uccide un vero delinquente!
NAPOLI - Aniello Faraglione, un pregiudicato di Secondigliano soprannominato «'o Bocelli» per la sua pessima mira, poteva essere l'ennesimo malvivente che mette di mezzo passanti innocenti in un regolamento di conti. Ma stavolta è andata diversamente: con un colpo di genio, Faraglione ha deliberatamente mirato a un'innocente, una donna incinta che risaliva via Toledo, e ha così beccato il suo reale obiettivo, Giacomone Zeppola, luogotenente del clan di Nuvoletta, che si trovava dall'altra parte del quartiere. Il suo ingegnoso sistema, un altro miracolo della fantasia partenopea, sta per essere adottato da altri killer che vogliono continuare a operare in luoghi affollati. «A noi napoletani - ha spiegato Faraglione - ci piace spararci in mezzo alla gente, ci sta più calore, più movimento, si possono scambiare due parole fra un morto e l'altro. Le sparatorie da soli mettono tristezza». Ma il Comune di Napoli ha allo studio un piano che dovrebbe regolamentare le sparatorie: a ogni clan verrà assegnato un tagliando di diverso colore, e i camorristi potranno massacrarsi solo nelle zone limitate da strisce del colore corrispondente. L'istituzione nel centro storico di percorsi riservati ai pedoni disarmati è stata fortemente criticata dai commercianti: «Vietare questa zona a tutti i napoletani armati? Per noi è la fine - lamenta un negoziante del Vomero -. Ci rimarranno sì e no due clienti.»
Achtung piemme: Di Pietro, dì le tue preghiere
Mugello: sarà Erich Priebke il candidato del Polo
ROMA - Anziano, cosmopolita, perseguitato dai giudici italiani: tre caratteristiche che fanno di Erich Priebke, appena condannato per la strage delle Fosse Ardeatine, il rivale più temibile per Antonio Di Pietro nell'ormai famoso collegio del Mugello. Berlusconi ha appena annunciato la candidatura dell'ex capitano delle SS per le elezioni suppletive al Senato. «Un simpaticone, mi ricorda Raimondo Vianello - ha spiegato il Cavaliere -, è ligio al dovere, e sulla giustizia è perfino più garantista di me: nel 1944 ha tirato fuori dalle carceri romane 335 detenuti e li ha sistemati in un bel posticino fuori porta. Certo, tenteranno di screditarlo dicendo che è un ex nazista. Fandonie, me l'ha giurato sul suo onore: è ancora nazista».
Anche Buttiglione e Casini plaudono alla scelta di Priebke, un uomo che è sempre stato molto vicino ai cristiani, visto che ne ha ammazzati a bruciapelo un bel pò. Fini giudica invece «molto interessante» il presidenzialismo a doppio turno sostenuto da Priebke: al primo turno il presidente viene eletto democraticamente dal popolo, al secondo viene deportato in un lager e sostituito da un FŸhrer. La discesa in campo dell'ex capitano delle SS ha tuttavia riaperto le polemiche nell'Ulivo. «Che umiliazione - osserva Fausto Bertinotti -, mentre l'Ulivo candida un buzzurro sgrammaticato come Di Pietro, il Polo presenta un signore fine ed elegante che sa almeno tre lingue ed è stato a tu per tu con tanti antifascisti».
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