Sfighter 2: migliora il ragazzo risucchiato dai videogiochi
«Non sono più Ken il guerriero, voglio solo sposare Barbie»
TORINO - «Stamattina ha chiesto un surf e una racchetta da tennis. Però li vuole di tre centimetri». Il padre di Alessandro è perplesso, ma più tranquillo. Suo figlio, il sedicenne che si credeva l'incarnazione del protagonista del videgame Street Fighter 2, sta lentamente tornando alla realtà. Molto lentamente. Ieri ha smesso di chiamare «Ryu» il medico che lo sta curando e di scambiare le perette dei clisteri per sfere energetiche da combattimento. Però sono intervenuti nuovi sintomi. Si è improvvisamente abbronzato, sorride sempre, gli si è squadrata la mascella, non riesce più a piegare le braccia. Una delle infermiere racconta un particolare davvero allarmante: «Il pisello gli si è saldato al bacino. Ora ha solo una gobbetta di plastica, e non so come infilargli il pappagallo». Ieri sera ha tentato di fuggire dall'ospedale spiegando che la sua fidanzata Barbie lo aspettava insieme a Skipper al party di Midge. Il primario del repartoPsichiatria dell'ospedale Mauriziano sostiene che si tratta di una sindrome passeggera: «Alessandro non poteva tornare ad essere se stesso dalla sera alla mattina. Il ritorno alla sua vera personalità è un passaggio graduale. Il fatto che non si creda più Ken il guerriero ma Ken il fidanzato di Barbie è già un grande progresso. Poi passerà a Ken più reali, come Ken Scott lo stilista o Ken Norton il pugile protagonista del film Mandingo. Quindi ci sarà una fase di Alessandri fittizi, da Alessandro Magno a Manzoni a Del Piero. Se tutto andrà bene, fra un annetto sarà di nuovo lui».
Un atroce sospetto dietro la caduta di stelle della scorsa notte
Le Leonidi erano abusive?
ROMA - Sono piovute giù come coriandoli. Ma non erano pezzetti di carta, erano stelle che avrebbero dovuto resistere nel firmamento per milioni e milioni di anni. Nel generale allarme-crolli seguito al disastro di Foggia, il dito dei giudici punta in alto. In cielo. Per la precisione, verso le cosiddette Leonidi, una dépendance della costellazione del Leone dalla quale ogni anno, in questo periodo, cade una vera e propria pioggia di celesti calcinacci. Come sempre, in questi casi, le indagini sono tutt'altro che facili, e scatta il solito balletto di responsabilità. «Non riusciamo a rintracciare il progettista dell'Universo - rivela uno dei giudici -. Stiamo torchiando alcuni sacerdoti, che ci hanno raccontato l'incredibile storia di una persona che ha tre nomi, o tre persone che in realtà sono una. Uno speculatore e i suoi prestanomi, probabilmente. La rivelazione più clamorosa sarebbe che l'Universo sarebbe stato edificato in soli sette giorni. Quale stabilità può avere un complesso realizzato in così poco tempo?» Un'altra pista al vaglio degli inquirenti parla di un Big Bang, un boom edilizio che in pochi miliardi di anni avrebbe riempito il cosmo di stelle, pianeti e galassie residenziali, e che è ancora in espansione. Il tutto sarebbe stato costruito in barba alle più elementari norme di sicurezza. Basta guardare il sistema solare: tutti i pianeti si muovono come trottole, la Luna è piena di buche, Venere presenta continue perdite di gas, la maggior parte dei corpi celesti è priva di infrastrutture, e l'acqua manca praticamente dappertutto. «Ora si spiega perché non c'è vita nell'universo - osserva il magistrato -. I suoi abitanti sono stati evacuati in qualche luogo più sicuro». Per ora non è scattato nessun mandato d'arresto, ma solo avvisi di garanzie a «persone informate dei fatti». Fra queste, il Papa, Margherita Hack e l'astrologo Van Wood.
Nuovi scenari politici dopo la sortita del governatore di Bankitalia
Fazio al Governo, Baglioni al Quirinale
ROMA - E così, ora sono due le poltrone traballanti nella politica italiana. Non è solo Massimo D'Alema a rischiare la cacciata da Palazzo Chigi. Il discorso programmatico del governatore della Banca d'Italia Fazio, da tutti letto come una vera e propria «discesa in campo», apre nuove prospettive anche per il colle più alto. Se Fazio entrerà da protagonista nei palazzi del potere, con lui ci saranno certamente i colleghi con cui ha collezionato tanti successi negli ultimi anni. Claudio Baglioni si sarebbe già informato se al Quirinale c'è un pianoforte color panna. E da Paolo Brosio sono arrivate pressanti richieste per il ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Queste ipotesi hanno modificato l'atteggiamento di Silvio Berlusconi, inizialmente ben disposto verso il debutto in politica di Fazio: «Se intende far andare in onda il suo governo in orari strategici per rubare audience a Scherzi a parte e Buona domenica, è meglio che cambi idea». Di tutt'altro parere Walter Veltroni, che vede di buon occhio l'operazione-nostalgia proposta da Fazio se gli verrà affidata la conduzione dell'esecutivo: «Mi piace la sua idea di far partecipare al governo anche i ministri degli anni Sessanta: Fanfani, Andreotti, Piccoli. Baglioni al Quirinale? Perché no. Ha il prestigio e l'autorevolezza necessari, fa sentire alta la sua voce ogni volta che può e sarebbe il primo presidente abbastanza alto da guardare negli occhi un corazziere. Bisogna però vedere se Ciampi accetterà di esibirsi al Palasport.»
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