Star Crax, la minaccia del fantasma
Pioggia di ghiaccio: la vendetta di Bettino?
HAMMAMET - C'è voluto un medium per chiarire l'origine della misteriosa caduta di massi ghiacciati che sta terrorizzando l'Italia. Lo sconcertante fenomeno potrebbe essere l'angosciato messaggio di un'anima in pena, incapace di trovar quiete nell'aldilà: quella di Bettino Craxi, scomparso da pochi giorni. Alì Ballah, più noto come il Mago di Hammamet, ne è più che sicuro: «Ho contattato lo spirito di Craxi attraverso il tavolino a tre gambe, e quando gli ho chiesto di battere un colpo, mi è arrivato in testa
un blocco di ghiaccio da dieci chili», ha raccontato il celebre sensitivo, intervistato nel reparto Traumatologia dell'ospedale. Secondo Alì Ballah, l'ex leader del Psi è molto deluso dal trattamento ricevuto dai compagni di partito, nessuno dei quali si è fatto imbalsamare per accompagnarlo nella
tomba. Inoltre si rifiuta di incontrare il Giudice Supremo prima di essere raggiunto nell'aldilà dall'anima del suo difensore, Giannino Guiso, che attualmente gode di ottima salute e non ha nessuna intenzione di lasciare il mondo dei vivi. Per questo Craxi è costretto a vagare in preda al livore nel cortile esterno del Paradiso, che in questa stagione è ingombro di neve ghiacciata. In attesa dell'arrivo del suo legale e dell'installazione di un fax con il quale inviare oscure maledizioni a D'Alema e al Pool di Milano,
l'infelice Bettino non ha trovato di meglio che bersagliare a palle di ghiaccio i suoi connazionali, colpevoli di averlo costretto all'esilio. «Gli ho domandato se possiamo fare qualcosa per placarlo - ha proseguito il Mago di Hammamet, prima di essere sottoposto a una seduta di elettroshock -, e le President mi ha comunicato un numero di conto corrente presso l'Union des Banques Paranormales».
Politica spicciola: delusione degli ultrà del Polo
Inutili le monetine di Forza Italia: Castagnetti funziona solo con la scheda
ROMA - Non era aplomb, né stoicismo, né tantomeno indifferenza. L'imperturbabile atteggiamento di Pierluigi Castagnetti sotto la pioggia di monetine scatenata dai fan berlusconiani sotto Montecitorio ha una spiegazione molto più prosaica: il leader popolare, come tutti i democristiani dell'ultima generazione, si attiva solo con le apposite schede magnetiche da 5000 lire disponibili a Piazza del Gesù. I vecchi
modelli sono ormai introvabili nelle grandi metropoli, e sopravvivono solo nei consigli comunali delle piccole città. Un inconveniente che ha ulteriormente esasperato l'ira di Forza Italia. «E' inconcepibile che nel centro di Roma non sia rimasto un solo democristiano a monete - ha tuonato in Parlamento Giuliano Urbani -. Il più vicino si trova a Tivoli, e i nostri simpatizzanti non potevano certo spostarsi fin laggiù. Si tratta evidentemente dell'ennesima gherminella liberticida ordita dalla maggioranza di governo per soffocare le iniziative politiche dell'opposizione». E un militante azzurro rincara la dose: «Io mi trovavo in tasca per caso alcune schede, e ho provato a tirarle addosso a Castagnetti. Ma lui se l'è mangiate una dopo l'altra, mentre nel display sulle pupille appariva la scritta "Operazione fallita"». Al tafferuglio forzista ha assistito una comitiva di giapponesi che a sua volta ha cominciato a bersagliare Castagnetti di spiccioli. «Non è suggestivo come la Fontana di Trevi - ha commentato uno dei turisti -, ma così ci divertiamo molto di più».
Missione Arcobalordo: un pentito fa tremare la Protezione civile
Terremoto confessa: «Gli italiani mi pagavano»
ANKARA - «Mi davano cento milioni per ogni scossa superiore al quinto grado Richter. Io facevo crollare le case e loro potevano speculare sugli aiuti ai senzatetto». Sono magma rovente le confessioni del terremoto che da qualche giorno collabora con i magistrati di Bari impegnati nell'inchiesta
sulla missione Arcobaleno. Appropriatisi dei fondi destinati ai profughi kosovari, il capo della missione Massimo Simonelli e i suoi complici intendevano ampliare il loro giro d'affari grazie a calamità naturali
compiacenti. «Fra guerre e disastri - spiega uno degli inquirenti - il bacino del Mediterraneo era un'autentica miniera d'oro, ma alla gang Arcobaleno non bastava. E così hanno arruolato sismi disoccupati e disposti a tutto pur di tornare in attività. Come quello che ha devastato la Turchia occidentale nell'ottobre scorso». Lo sciagurato terremoto turco grazie ai soldi italiani sperava di rifarsi una vita in California, nella mitica faglia di Sant'Andrea dove un anonimo sommovimento può diventare da un
giorno all'altro un Big One e distruggere una villa con piscina. Ma alla vista delle migliaia di vittime e della rapacità di certi «missionari» tricolore era stato subito colto dai rimorsi. «Gli italiani erano stati così soddisfatti delle mie prestazioni che, in occasione delle prossime ferie, mi chiesero di organizzare un'altra raffica di scosse in qualche località più attraente, come Parigi o Ibiza», ha rivelato il sisma. Onde evitare nuovi scandali, il governo fa sapere che, nel caso di altre emergenze umanitarie, agli aspirati benefattori verrà comunicato il numero di uno speciale «cesso verde» per gettare via i propri soldi pagando solo la tirata di sciacquone.
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