Danubio blues: una lettera autografa scagiona la miniera rumena
Danubio, è stato suicidio
BUCAREST - «Scusatemi, non ce la faccio più. Ne ho viste troppe». L'ultimo disperato messaggio del Danubio, affidato alle pinne di una carpa morta affiorata ieri nei pressi della capitale rumena, ha rivelato i veri contorni della tragedia del secondo fiume più lungo d'Europa. La famigerata miniera d'oro rumena è innocente: l'avvelenamento da cianuro non è stata
una sciagura fortuita, ma un suicidio ispirato da una profonda depressione di cui nessuno si era accorto. Fra i grandi corsi d'acqua europei, il Danubio, nonostante l'aspetto placido, era sempre stato il più languido e introverso, come mostrava la sua millenaria predilezione per le romantiche contrade della Mitteleuropa. Nonostante la sua personalità tutt'altro che
straripante, anzi, talvolta un po' torbida, l'anziano fiume non era un misantropo: sportivo, amava tuffarsi nel Mar Nero, lo si vedeva a Belgrado, Vienna e Budapest, dove aveva conosciuto il fior fiore degli artisti e degli intellettuali, da Strauss a Schoenberg, da Freud a Kafka. In politica si contraddistingueva per un atteggiamento aperto e tollerante: anche ai
tempi della Cortina di Ferro continuava ad accogliere affluenti sia di destra che di sinistra. «Era nato in Germania, ma non sembrava affatto tedesco - ricordano la Drava e la Sava, due sorelle che frequentavano regolarmente il suo letto -. Anzi, spesso prendeva in giro il suo cugino teutonico, il Reno, per tutte quelle pippe wagneriane a base di Nibelunghi». Ma un altro amico intimo del Danubio, l'ungherese Tibisco, racconta un'altra storia. «L'ultimo decennio gli aveva ridotto il morale a pezzi. Guerre in Bosnia e in Serbia, cinico sfruttamento occidentale dei paesi dell'Est e, come ciliegina sulla torta, un neonazista che trionfa a Vienna. "Ho fatto il mio corso, ormai sono acqua passata", mi diceva». Numerosi i messaggi di cordoglio e le corone di alghe pervenute dagli altri leader dell'idrografia mondiale, alcuni dei quali hanno annunciato la loro presenza alle solenni esequie del grande fiume. Si attende per le prossime ore l'arrivo a Vienna dello Yangtzè, del Nilo e del Rio delle Amazzoni. La regione è stata precipitosamente evacuata.
Mai più in bianco con la pillola che risveglia la voglia di seggio
Problemi di elezione? Arriva il Votagra
ROMA - «Era dal '76 che non mi sentivo così». G. T., elettore cinquantenne, ha il volto raggiante dell'uomo soddisfatto e sicuro di sé. «Se n'è accorta anche mia moglie, ieri sera, a letto: "Tesoro, mi fa, smetti di disegnare
croci a matita sulle lenzuola"». G. T. è una delle mille cavie umane, scelte fra abituali disertori delle urne, su cui si sta sperimentando il Votagra, un nuovo farmaco-miracolo che cancella la stanchezza nella cabina elettorale. Una pasticca, e le schede in bianco sono solo un ricordo. Tutti i soggetti che si sono sottoposti al trattamento Votagra hanno manifestato
un improvviso ritorno della potenza di voto in tutte le sue forme, maggioritario, proporzionale e misto, e un netto miglioramento delle prestazioni nel seggio. Nel corso dei test, il 90 per cento dei pazienti è riuscito a contrassegnare dieci schede senza abbassare la matita e a penetrare la fessura dell'urna senza alcuna difficoltà. Un 20 per cento ha
mostrato segni di stanchezza solo dopo aver espresso il proprio voto per ben 18 referendum della Bonino, e un 3 per cento di cavie ha perfino dichiarato di averne capito i testi. Il Votagra sarà il toccasana per l'epidemia di astensionismo che spinge tanti italiani a trascurare i doveri politici? Pare che le farmacie siano già sommerse di richieste in vista delle consultazioni regionali di aprile. «Ci chiamano elettori di ogni sesso ed età - confida un farmacista di Milano -. Vogliono fare bella figura nell'intimità della cabina e avere qualcosa da raccontare negli exit-poll. Ci sono perfino dei diciottenni che hanno paura di fare cilecca proprio in occasione della "prima volta". Molti confessano che ormai li eccita solo il voto a pagamento». Ma i medici che stanno completando gli studi sul Votagra consigliano la prudenza. «Nella maggioranza dei casi -
avverte un farmacologo - l'impotentia votandi ha cause psicologiche, non biochimiche. Dover votare per tutta la vita sempre gli stessi squallidi personaggi demolisce la libido elettorale di chiunque». Inoltre non è ancora completa la documentazione sugli effetti collaterali dello strabiliante Votagra: alcune persone hanno denunciato vertigini e nausee, altre hanno denunciato Silvio Berlusconi per violazione della par condicio in materia di propaganda elettorale.
E' italiano il film-bomba che fa impazzire l'America
Usa, coda ai botteghini per «The Piazza Fontana Witch Project»
NEW YORK - Tre ragazzi incuriositi da una leggenda vecchia di tre decenni. Una misteriosa sparizione. Un videotape amatoriale a base di omissis. Sommate gli ingredienti e avrete il cult-movie horror che ha seppellito perfino il recente «Mistero della Strega di Blair». E la cosa più stupefacente è che «The Piazza Fontana Witch Project» è un successo quasi
esclusivamente italiano, giocato sul labile confine tra il reale e il virtuale. Il film si presenta come un documentario girato da tre studenti di liceo decisi a indagare su un inquietante fenomeno verificatosi a Milano il 12 dicembre del 1969, quando una banca situata in Piazza Fontana saltò in aria uccidendo sedici persone. Secondo un'antica superstizione ritrovata
in una pergamena, si trattò di un attentato fascista organizzato con la complicità della Cia. I ragazzi, naturalmente, ci ridono sù e, più realisticamente, suppongono che si tratti della maledizione di una strega bruciata dall'Inquisizione proprio sul luogo dove poi sarebbe stata costruita la banca. Ma, proseguendo nelle loro ricerche, documentate con la videocamera, scoprono che il confine fra realtà e leggenda è molto, molto più labile: si imbattono in finti suicidi dalle finestre della Questura, neonazisti padovani, ministri democristiani dalle orecchie a punta, giudici insabbiatori, trame golpiste. Un gorgo tenebroso che si conclude con la scomparsa dei tre protagonisti, lasciando nel pubblico un'angoscia difficile da esorcizzare. «The Piazza Fontana Witch Project» è il filmato amatoriale che mostra l'agghiacciante odissea dei giovani malcapitati:
smozzicato, mutilato da potenze occulte, popolato di dossier fantasma e di piste inquietanti. «Non ho ancora capito se è verità o finzione, ma è la cosa più terrificante che abbia visto in vita mia -, dice una ragazza, pallida e stravolta, all'uscita di un cinema di Manhattan -. Troppo facile parlare di "suspence". Qui c'è una vera e propria strategia della
tensione». E un altro spettatore, esperto di cinema horror, non ha dubbi: «Una trama pazzesca, troppo paurosa per essere stata inventata solo da un pugno di dilettanti italiani. Si sente benissimo che il regista è americano».
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