Radical-cheap: promesse elettorali, ognuno fa quel che può
Emma Bonino: «Vi darò un referendum per ciascuno»
TORINO - Uno in ogni casa. Anzi, uno per cittadino, senza differenze di età, sesso e condizione sociale. Basta con i referendum di massa: a tre giorni dalle consultazioni regionali, Emma Bonino, candidata alla Regione Piemonte, promette ai suoi elettori un quesito tutto per loro. C'è chi in campagna elettorale le spara grosse: un computer in ogni aula scolastica, chi un proiettile per ogni immigrato clandestino, chi donne e pastasciutta per tutti. «Fandonie autopromozionali - dichiara la Bonino - che rimangono sempre senza seguito perché costano troppo. A noi radicali, invece, tirare fuori cinquantasette milioni di referendum liberali, liberisti e libertari non costa niente. Ne abbiamo per tutti i gusti e per tutte le taglie: abrogativi, propositivi, da caccia, da pastore e da compagnia». Ecco, a grandi linee, la proposta dell'ex commissario europeo: ogni italiano, insieme al codice fiscale, riceverà un tesserino con il suo referendum personale (dalla liberalizzazione dell'aborto fino al ventiquattresimo mese dal concepimento all'abolizione del salario fino alla modifica delle dimensioni standard dei cinti erniari) che varrà anche come documento di riconoscimento. Il proprietario del quesito dovrà occuparsene, seguirlo,
procurargli ogni cinque anni le cinquecentomila firme per sostenere il suo iter. «Un'attività che darà un nuovo sapore alla vita dei cittadini - conclude Emma Bonino -. Grazie agli scioperi della fame pro-referendum, la popolazione sarà più snella e sana, e le raccolte di firme aumenteranno la socialità. In più verrà colmato il gap fra la condizione della gente comune e quella dei politici: tutti potranno fare la vita da schifo che noi radicali conduciamo da quarant'anni».
Sparamanzia: il serial killer genovese si ribella alla sentenza
Bilancia: «Datemi quattordici ergastoli, tredici portano sfiga»
GENOVA - Sano di mente sì, ma superstizioso, come tutti gli italiani. A Donato Bilancia, il pluriomicida che ha insanguinato il Nord Ovest, tutti quegli ergastoli inflitti dalla Corte d'Assise proprio non vanno giù. «Tredici? - è esploso in aula alla lettura della sentenza - Non se ne parla
proprio. Lo sanno tutti che quello è un numero sfortunato. Hai visto mai che poi mi succede qualcosa». Il più depresso è il legale di Bilancia, che da quando lo conosce circola coperto di amuleti e ferri di cavallo. «Quell'uomo è un autolesionista - geme l'avvocato -. La jella se la va proprio a cercare. Ha confessato diciassette omicidi, quando io gli avevo raccomandato di fermarsi a sedici o esagerare a diciotto. Mi ha raccontato che ha raggiunto una delle sue vittime passando sotto una scale, un'altra
dopo che un gatto nero gli aveva attraversato la strada, e non si è fermato nemmeno dopo aver incrociato due suore. Del resto, cosa aspettarsi da uno che qualche anno fa ha tamponato un furgone carico di specchi?» Bilancia si è detto disposto ad assassinare seduta stante un paio di giudici di Corte d'Assise, per ottenere almeno un altro ergastolo e scongiurare la sfortuna che incombe su di lui. Ma la maledizione fa già sentire i suoi sinistri effetti: nei prossimi giorni il condannato dovrebbe ricevere in cella una
visita della deputata forzista Tiziana Maiolo.
New Economy: crac per la star brasiliana delle cyber-articolazioni
Titoli tecnologici: crollano le «Ginocchio di Ronaldo»
ROMA - Era partito con un modesto rialzo, sembrava in grado di tenere fino alla chiusura. Ma l'illusione è durata solo sei minuti: l'ultima azione delle «Ginocchio di Ronaldo» è stata scambiata poco dopo le 21 di ieri sera sulla piazza dell'Olimpico. Poi il cedimento, brusco e improvviso, il ritiro di tutte le «Ginocchio» per eccesso di dolore e la chiusura in perdita secca per tutti gli undici titoli del gruppo Inter, nonostante la buona prestazione dei «Seedorf risparmio». Stamattina il titolo che fino a ieri era chiamato «Fenomeno» vale quanto un osso di pollo. Costernato il patron delle «Ginocchio», Massimo Moratti, che controlla il 95 per cento della preziosa cyber-articolazione. Il lungimirante imprenditore milanese che ha fatto conoscere Internet agli italiani (la maggior parte di loro crede si tratti di un club di tifosi della squadra ambrosiana, nel '98 acquistò per alcuni miliardi «Ronaldo», un motore di ricerca della rete inventato nei vicoli delle favelas brasiliane ma già molto quotato in paesi europei come l'Olanda. Ma già poco dopo l'acquisto, «Ronaldo» cominciò a perdere valore. Il punto debole del sistema era proprio il titolo «Ginocchio», già vittima di un crac in Olanda nel '96 e che Moratti si vide
costretto a salvare dalle ricorrenti batoste con rattoppi miliardari. Attualmente tra il femore e la tibia di Ronaldo c'è una versione in miniatura della Nasa, ma il titolo, nonostante l'alta tecnologia, continuava a registrare rendimenti sempre bassi. Ieri gli investitori speravano che «Ronaldo» si rialzasse. Speranze deluse. Ma Moratti non si perde d'animo: «Ho acquistato Bot e Cct, due terzini poco spettacolari ma più solidi. Con loro andrà meglio».
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