Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
PAGINATRE DI LIA CELI
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Paginatre> Archivio
  2000
PAGINATRE' - SPECIALE GOVERNO

Un oncologo al governo? C'è chi si butta a destra
Il tumore: «Mi iscrivo
a Forza Italia»


ROMA - «Questa è una provocazione». Ha un diavolo per metastasi il nemico numero uno di Umberto Veronesi, il neo-ministro della Sanità nominato da Giuliano Amato. E così il tumore, che aveva sempre assicurato di non essere né di destra né di sinistra, ha capito che era il momento di scendere in campo. Con il Polo delle Libertà. «Con la scelta di un oncologo al ministero della Sanità - spiega il cancro - il governo di centrosinistra dichiara una precisa volontà di soffocare la mia libertà di impresa. Sono anni che Veronesi mi perseguita con tutti i mezzi. E so che ha intenzione di denunciarmi alla commissione Antitrust perché secondo lui avrei una posizione dominante nel campo delle malattie mortali. Vorrà costringermi a disfarmi delle aziende più fiorenti del mio gruppo, la Neoplastic Italia, le Leucemie Associate, la Melanoma. Io ho creato milioni di posti di lavoro, compreso quello di Veronesi, e non posso più stare a guardare. Per questo ho deciso di schierarmi con Silvio Berlusconi, un leader con cui ho molti punti in comune». Il tumore ha già richiesto la tessera di Forza Italia e spera in un incontro ravvicinato con il Cavaliere. Ma pare che Berlusconi, per quanto lusingato dalla preferenza accordatagli dalla famosa malattia, preferisca mandare in avanscoperta i suoi collaboratori più anziani e cagionevoli.


Santi in paradiso: l'eremita di Hammamet ha fatto la grazia!
Primo miracolo del Beato Bettino:
Ugo Intini diventa sottosegretario


ROMA - «In verità ti dico: il prossimo anno sarai con me al governo». E la promessa fatta dal suo Messia sul letto di morte non è stata vana: Ugo Intini è diventato sottosegretario agli Esteri nel governo più craxiano apparso da dieci anni a questa parte. «Lui non c'è fisicamente - mormora commosso l'ex portavoce del defunto leader -, ma ci sono i suoi fidati confratelli Giuliano Amato e Ottaviano Del Turco. E il Maestro ci diceva sempre: se due o tre si riuniranno nel mio nome, io sarò in mezzo a loro». La nomina di Intini ha indubbiamente del soprannaturale. L'uomo è afflitto dalla nascita da una grave sindrome che gli paralizza i centri nervosi dell'intelligenza e del buon senso e finora gli consentiva di esercitare solo mestieri umili e poco qualificati, come il direttore dell'Avanti. Lo stesso Intini racconta che, alla notizia della chiamata al ministero degli Esteri, si sia spaventato tanto da cercare di fuggire dalla capitale. «Ma sul raccordo anulare - ricorda - mi è apparso Bettino in persona. "Dove vai, Capo?", gli ho chiesto. "A Roma, per farmi crocifiggere un'altra volta da Di Pietro". Non ho potuto fare a meno di tornare sui miei passi». Il miracolo è stato accompagnato da altri misteriosi eventi: i capelli di Gianni De Michelis sono improvvisamente ricresciuti, tutti gli antifurti di via del Corso hanno cominciato a suonare a distesa, Bobo Craxi è riuscito ad allacciarsi le scarpe da solo. Eppure, consultata via seduta spiritica, l'anima di Bettino Craxi smentisce qualsiasi responsabilità nell'ascesa di Intini: «Per carità. Ho del rancore verso l'Italia, ma non tanto da appiopparle un sottosegretario agli Esteri così scemo. Chiedete piuttosto alla Madonna di Lourdes».


Il caso Ronchi smaschera la truffa ambientalista
Verdi sotto accusa:
vendono ministri non riciclabili


ROMA - Dove buttare un ministro dell'Ambiente usato? Il neo-premier Giuliano Amato, alle prese con la ricollocazione del verde Edo Ronchi, l'inventore delle domeniche a piedi, si sentiva tranquillo. Lo ha schiacciato per benino e ha tentato di infilarlo nell'angolo più remoto del suo gabinetto, il Ministero delle Politiche Comunitarie, luogo deputato per lo stoccaggio dei ministri momentaneamente inservibili, ma riutilizzabili dopo uno speciale trattamento. Ahimé, ha avuto una brutta sorpresa: Ronchi si è rifiutato di entrare nell'apposita fessura, dichiarando di non essere disposto a farsi riciclare. Amato non si è arreso, e, con il senso civico che lo contraddistingue, ha tentato di deporre l'esponente ecologista nella campana della carta straccia e in quella della plastica, ma senza alcun risultato. Interpellata in proposito, la Nettezza Urbana non ha fornito indicazioni precise: «Il rifiuto di Edo Ronchi - sostiene il responsabile dell'Ufficio Riciclaggio - non è classificabile fra i rifiuti secchi, né tra quelli umidi. E neppure fra quelli pericolosi, visto che il suo partito conta come il due di briscola e comunque la fiducia al governo la darebbe comunque». Al dottor Sottile non è rimasto che denunciare il partito del Sole che ride per truffa. «E' inconcepibile che proprio i Verdi forniscano ministri impossibili da riciclare» lamenta Amato. Ma Grazia Francescato, leader degli ambientalisti, ridimensiona il problema: «Ronchi è biodegradabile al 95 per cento - avverte -: tutte le iniziative che ha promosso durante il suo ministero erano acqua fresca».


Basta con le risse per conquistare un sedile
Dal 2001 i governi
saranno a prenotazione obbligatoria


ROMA - Avete in programma per i prossimi anni un romantico viaggetto a bordo di un governo? Non restate con le mani in mano. Per avere la sicurezza di trovare una poltrona confortevole vicino al conducente, ed evitare le indecorose zuffe intorno agli strapuntini, basta recarsi nelle apposite agenzie ChigiTour e prenotare un posto a sedere. Un'innovazione che semplificherà la formazione dei prossimi esecutivi e risparmierà disagi al personale e soprattutto alla clientela. Come tutti i mezzi pubblici in Italia, anche i governi sono caratterizzati da ritardi cronici, strutture antiquate e, soprattutto, sovraffollamento. Colpa anche dello scarso senso civico di molti passeggeri, che pretendono di infilarsi nei ministeri di prima classe con la tessera di un partito da quattro soldi, o magari occupano abusivamente decine di sedili per amici e familiari. Giuliano Amato, che ha formato l'ultimo convoglio della ChigiTour, aveva promesso di far salire meno viaggiatori, per consentire una maggiore libertà di movimento del governo e adeguare lo standard del servizio ai livelli europei. Ma, come al solito, non è riuscito ad arginare la calca dell'ultimo momento e lo squallido mercato per aggiudicarsi un sedile purchessia. Si sono visti perfino alcuni peones che hanno preteso di far salire a bordo un asinello, e solo a fatica Amato è riuscito a conservare un posto all'anziana Livia Turco, che alcuni screanzati volevano gettare dal finestrino. Dal prossimo anno queste scene indecenti saranno solo un ricordo. Ma chi ha in mente di provare la lussuosa ebbrezza di viaggiare ChigiTour dovrà aspettare. I posti per il governo che partirà nella primavera del 2001 sono stati già tutti prenotati da una comitiva di Arcore.

l'archivio

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.