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Oh my Gad! Video pedofili all'ora di cena, nei guai i tiggì di Stato
Lerner chiede scusa al pubblico: «D'ora in poi al Tg1 solo porno d'autore

ROMA - I più arrabbiati sono i pedofili, che per vedere quelle stesse immagini hanno dovuto sborsare fior di quattrini e per di più si sono messi nei guai con la legge. «Se avessimo saputo che sarebbero state trasmesse gratis al Tg1 e al Tg3 - lamentano -, ci saremmo risparmiati soldi e noie». Ma lo scivolone di Gad Lerner e Nino Rizzo Nervo, che ieri sera hanno lasciato andare in onda senza censure foto e sequenze tratte dai siti di pornografia infantile gestiti dai trafficanti italo-russi, ha suscitato ovunque sdegno e riprovazione. Anche gli autori dei video hanno annunciato l'intenzione di far causa ai tiggì di Stato per il danno economico arrecato: non solo il passaggio televisivo dei loro film era previsto ad almeno due anni dall'uscita, ma da stamane circolano centinaia di pedo-cassette pirata realizzate in casa e contrassegnate dal logo «Rai». Interrogato in proposito dai vertici Rai, il direttore del Tg1 ha confessato di non aver capito la natura di quelle scene, e di averle scambiate per il traino della nuova edizione di «Zitti tutti parlano loro» con Carlo Conti. Ma già ieri sera, con grande senso di responsabilità, Gad Lerner aveva sentito l'obbligo di andare in video al termine del Tg1 per chiedere personalmente scusa ai telespettatori: «Si tratta di un incidente di cui ancora non mi capacito. Mentre tutta l'Italia sta col fiato sospeso per sapere se sarà Piero Fassino il candidato vicepremier del centrosinistra, è inconcepibile aprire un tiggì con la storia di qualche centinaio di bambini russi violentati e uccisi. In più - ha aggiunto Lerner - abbiamo offeso la sensibilità del nostro pubblico, che non è composto solo di pedofili sadici, ma anche di gerontofili masochisti, feticisti del piede, zoofili e fan del bondage. Tutta brava gente che ha diritto a un'informazione pluralistica e imparziale. Mi impegnerò affinché episodi simili non si ripetano». Il piano di moralizzazione stilato da Lerner si articolerà in tre punti: primo, mai più immagini di bambini nudi e maltrattati in apertura di telegiornale, ma solo nella pagina degli spettacoli (unica eccezione, i casi di gemellini prematuri). Secondo, il Tg1 d'ora in poi accetterà solo videoporno artigianali in cui i protagonisti agiscono occultati da sipari di lenzuola e tovaglie. Terzo, Lerner stipulerà un contratto con le più autorevoli major della pornografia internazionale, per corredare anche i servizi politici del Tg1 con materiale ben confezionato e di qualità invece che con le solite, squallide ammucchiate e leccate di culo.

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