Urlatori alla sbarra: sotto inchiesta le corde vocali del filosofo di
Micromega
Flores D'Arcais, ugola-miracolo:
fa un discorso a Milano, scoppia una bomba a Roma
ROMA. E meno male che quel pomeriggio al Palavobis aveva il mal di gola.
Perché altrimenti il Viminale ora sarebbe solo un mucchio di macerie
fumanti. Dalle prime indagini sull'attentato alla sede del ministero degli
Interni arriva una sconcertante conferma al sospetto espresso da Silvio
Berlusconi: sì, sono state proprio le vibrazioni emesse dall'ugola di Paolo
Flores D'Arcais nell'ormai leggendaria assise milanese di sabato scorso a
innescare un'esplosione a più seicento chilometri di distanza, e a distanza
di tre giorni. Niente bombe-carta né polvere pirica, come si era creduto
subito dopo lo scoppio: gli investigatori accorsi sul posto hanno
individuato tracce di saliva e un inconfondibile aroma di pastiglie Valda.
Le stesse che Flores D'Arcais aveva succhiato poco prima del suo discorso,
per attenuare una fastidiosa infiammazione alle tonsille.
L'imbarazzo nell'entourage del fondatore di Micromega è palpabile: se c'era
un momento sbagliato per scoprire le incredibili facoltà vocali dello
studioso romano era proprio questo. «Mi dispiace - ammette ora Paolo Flores
D'Arcais -. Ho sempre saputo che la mia voce aveva qualcosa di strano, fin
da quando ero piccolo. Facevo i capricci, e scoppiava la caldaia dei
vicini. Alzavo la voce coi compagni, e saltava in aria un chiosco dei
gelati dall'altra parte della città. Confidai i miei dubbi solo alla mia
anziana bisnonna, che mi rivelò in lacrime la verità: avevo ereditato la
tara genetica di alcuni miei avi. Non si tratta di decibel, ma di un
particolare tipo di vibrazioni La breccia di Porta Pia si deve a un urlo di
Ladislao Flores D'Arcais, che in quel momento si trovava ad Arezzo, e nel
1916 le grida di guerra emesse in marzo dal tenente Furio Flores D'Arcais
sui campi dell'Isonzo provocarono sfracelli a Verdun nell'aprile
successivo». Il giovane Flores giurò di parlare sottovoce vita natural
durante, e abbracciò gli studi filosofici, che assicuravano una vita al
riparo dalle emozioni e dalle esibizioni pubbliche. La fondazione di
Micromega si deve all'esigenza di esprimere le proprie opinioni in tono
energico, ma senza tragiche conseguenze. «Purtroppo sabato scorso al
Palavobis mi sono lasciato andare - sussurra il filosofo -, e il mio
segreto è venuto a galla».