Wlliam Seward Burroughs (1914-1997) è l'autentico artefice della rinascita letteraria dei Sessanta, negli States. Amico intimo di Kerouac e Ginsberg, ha liberato i polsi e le menti a questi geni sregolati e folli, creando ex novo un modo di vivere e interpretare la letteratura.
Il suo libro più celebre nel mainstream culturale è Il pasto Nudo (da cui Cronemberg ha tratto un film), un'allucinata e stravolta allegoria del rapporto che lo scrittore contemporaneo ha con il proprio presente, una sorta di labirinto di passioni delle viscere e del cervello, dove affiorano drammatici eventi autobiografici (l'omicidio della moglie di Burroughs, un caso clamoroso di violenza random) e fantasie lisergiche, in linea con la cultura acida dei primi anni Sessanta. Mediante una tecnica stilistica a base di collage e montaggi (il celeberrimo cut-up), associazioni di materiali preesistenti reinventati attraverso un poderoso détournement che percorre tutto il libro, Burroughs fonda in toto, sistematizzandola e dandole un esempio che divverrà archetipica, la fase più azzardata della letteratura postmoderna, alla quale attingeranno non soltanto le frange più sperimentaliste dell'underground, ma anche scrittori e teorici come Pynchon, Barth, Foster Wallace, fino all'ultimo e forse migliore erede del pensiero magmatico e frattale di Burroughs, Chuck Palahniuk.
Nato nel Missouri, a St. Louis, Burroughs ha vissuto un'esistenza nomadica e americanissima al tempo stesso, nel segno della vocazione per la contaminazione: tra suggestioni esistenziali e letterarie, tra letteratura e cinema, tra musica e poesia, tra esoterismo e laicismo radicale.
E' un genio del nostro tempo: per questo va letto.