Don DeLillo è figlio di italiani. E' nato il 20 novembre 1936 e, dopo un breve periodo in Pennsylvania, è cresciuto in un settore del Bronx abitato prevalentemente da immigrati italiani.
Il padre di DDL, originario di Napoli, era impiegato in una compagnia di assicurazioni. Educazione cattolica e apprendistato alla vita di strada costituiscono i poli della prima giovinezza di DeLillo, coordinate che torneranno in continuazione in tutta la sua produzione artistica, votata all'esplorazione della nuova natura espressa dalla modernità e postmodernità, e di cui cui costituiranno il controcanto ancestrale e "autentico".
Le prime letture sono decisive. DeLillo divora Faulkner, Joyce, Melville, anche se riconosce che "le influenze più notevoli non appartengono alla letteratura, bensì al cinema europeo, al jazz, all'espressionismo astratto".
DeLillo si impiega in un'agenzia di pubblicità. "E' un'altra vita, che non intendo ricordare". La sua vita autentica inizia nel 1963: l'anno in cui Kennedy viene assassinato e DeLillo abbandona il lavoro in pubblicità. Con Americana, DeLillo si afferma come uno dei potenziali talenti della letteratura USA. End Zone, Great Jones Street (qui da noi uscito presso Il Saggiatore), Running Dog e The Names congelano il giudizio espresso dalla critica letteraria, che trova la conferma della grandezza di DeLillo con l'uscita, nell'85, di White Noise (Rumore bianco, Einaudi), il primo capolavoro dello scrittore italoamericano, che lo iscrive prepotentemente tra i capofila della tradizione postmoderna, insieme a Pynchon (di cui diviene intimo amico; Pynchon, riottoso a qualunque incontro, privilegia ancora oggi l'amicizia con DDL).
Da questo momento in poi, DeLillo sforna soltanto capolavori. Libra (uscirà da Einaudi) è una potente incursione negli snodi più decisivi della storia e dell'immaginario collettivo statunitensi, un romanzo shakespeariano che approfondisce la tentazione di DDL a incunearsi nella history fiction, tentazione che culminerà col folgorante incipit di Underworld (Einaudi), settanta pagine di purissima epica in cui si incrociano J. Edgar Hoover, Frank Sinatra, uno storico e realissimo incontro di baseball che ha fatto la storia dell'immaginario collettivo americano.
DeLillo ha vinto il National Book Award (1985), il premio Faulkner (1991) ed è stato insignito, primo scrittore americano ad aggiudicarsi tale onorificenza, il Jerusalem Prize. E' uno dei più autorevoli candidati al Nobel per la letteratura.
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La produzione letteraria di DeLillo comprende undici romanzi:
1971 - Americana
1972 - End Zone
1973 - Great Jones Street
1976 - Ratner's Star
1977 - Players
1978 - Running Dog
1982 - The Names
1985 - White Noise
1988 - Libra
1991 - Mao II
1997 - Underworld
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