Per chi si occupa di Gnosi, la gnosi su cui Philip Dick costruì geniali variazioni è improbabile, stortignaccola, obliqua: non sta in piedi, in poche parole. Ma uno degli insegnamenti della Gnosi è che comunque Philip Dick ha ragione: se l'uomo scruta nell'occhio del tempo e della storia, svela l'infinita possibilità che il parallelo si faccia coincidente. Ed è quest'opera di svelamento tutto contemporaneo che dobbiamo al filosofo e romanziere di Valis. L'epifania del suo raggio rosa, l'escavazione impazzita delle sue ucronie, la valenza sociale e corrosiva della sua metafisica non ortodossa, il para-zoroastrismo della sua Exegesis, la mappatura dell'antisterio che ha condotto l'uomo a considerare reale il probabile e il virtuale, la sacertà dell'ecosfera e gli abissi della mente cosmica: sono soltanto alcuni degli importi rivoluzionari che Philip Dick consegnò in eredità ai suoi contemporanei ingrati e ai suoi posteri che lo considerano già da oggi un profeta sapienziale. Il che non va per nulla a detrimento della straordinaria natura di narratore che portò Dick ad anticipare - sempre e comunque - il futuro del romanzo: "Ogni mio romanzo è composto di almeno due romanzi sovrapposti. Questa ne è l'origine, e la ragione per cui vi sono tante questioni insolute, ed è anche impossibile predirne l'esito, visto che non c'è una trama lineare. È come se fossero due romanzi combinati in una sorta di romanzo 3-D". E la carica messianica della sua scrittura accompagna e consustanzia questa abilità sconvolgente di entrare a piccoli passi nella tradizione narrativa per poi farla deflagrare: "Stanno emergendo immense dottrine - scrive Dick nel sua folle e sterminato diario Exegesis -. Ecco dove porta l'intera opera: è un'anticipazione del regno imminente di Dio. In altre parole, il kerygma". Questa intuizione che è più che critica e poco meno che teologica rovescia le tesi di Northorp Frye a vantaggio dell'altra faccia della medaglia di Harold Bloom. Adesso la vicenda esistenziale, intellettuale e spirituale di Philip Kindred Dick viene esplorata, vivisezionata e ricomposta organicamente da Lawrence Sutin, che in Divine invasioni - la vita di Philip K. Dick arricchisce il ricchissimo catalogo di Fanucci. È l'occasione per inaugurare un'Area dedicata al demiurgo di Ubik che ha trascinato la Science Fiction nella tradizione letteraria e ha compitato le più allucinanti e verificate visioni del futuro remoto e imminente.
Lawrence Sutin, Divine invasioni - La vita di Philip K. Dick, Fanucci, 60.000 lire (in cofanetto con videocassetta)
Philip Dick legge passi da A scanner darkly. Philip Dick detta appunti sul suo lavoro. Philip Dick viene intervistato sull'importanza della fantascienza nella tradizione letteraria. Philip Dick confessa la gioia del pubblico riconoscimento in occasione della consegna del premio Hugo. La voce di PKD in audiostreaming: file ormai leggendari...
Audiofile 1
PKD, in versione 1977, legge da "A scanner darkly".
Audiofile 2
PKD detta appunti di lavoro, nell'agosto 1974.
Audiofile 3
Science Fiction vs. Mainstream: PKD teorico lucidissimo.
Audiofile 4
PKD sull'assegnazione dei premi Campbell e Hugo.
"SCORRETE LACRIME, DISSE IL POLIZIOTTO"
Parola di Philip Dick: cioè l'incipit di un suo romanzo. Precisamente l'ultimo edito da Mondadori,Scorrete lacrime, disse il poliziotto.
"Quando entrò nell'appartamento, capì immediatamente che lei era fuori di sé. Il viso di Marilyn era contratto e devastato dall'ira; il corpo si era talmente raggrinzito da dare l'impressione che stesse cercando di divorare se stessa. E gli occhi. Erano ben poche le cose di una donna che potevano mettere a disagio Jason, ma quei due occhi ci riuscirono. Perfettamente rotondi, con le pupille dilatate, lo trafiggevano mentre lei se ne stava lì a fissarlo a braccia conserte. Tutto in lei era duro e freddo come l'acciaio..." [ CONTINUA ]