“Out of joint time” ('59) di P.Dick , edito in Italia nei “Classici . Fantascienza” da Mondadori - Urania (n.71 - L'uomo dei giochi a premio), è stato sicuramente la fonte di ispirazione (non citata!) del film “The Truman Show”.
Nel libro Reagle Gumm, il protagonista, vive in un “normalissimo” paesino americano degli anni '50 ed ogni mattina ritira il giornale locale per risolvere degli oscuri quiz matematici. Da due anni vince sempre ed è così che si guadagna da vivere, fino a che inizia a porsi delle domande che lo portano ad una specie di apparente delirio paranoico, in cui il presente sembra non venire da alcun passato e le persone che lo circondano sembrano “comparse” di una rappresentazione fin troppo normale della realtà. Il suo apparente delirio è in realtà una presa di coscienza, graduale ed inarrestabile, della falsità di ciò che lo circonda, fino alla fuga finale ed al raggiungimento dell'esterno, del back-stage dove troverà il perché di questa sua esistenza fasulla: Gumm è un genio matematico del Pentagono, dai cui calcoli strategici sullo schieramento missilistico del nemico dipende la sicurezza nazionale. L'eccesso di responsabilità del proprio lavoro l'aveva sprofondato in una nevrosi, un regresso al periodo dell'infanzia, che è stato assecondato, purché egli continuasse a lavorare, da un team di psicologi che ha ricostruito il suo paese natale con attori e comparse, finti amici e finta moglie…
L'iter di questa “fuga nella realtà” passa attraverso un umorismo paranoide e dei “test di coerenza” di ciò che lo circonda a volte ripresi come tali nel film (mi ricordo, ad esempio, l'episodio delle intercettazioni radio dell'esterno), che riprende pure in pieno l'ambientazione (paesino americano anni '50).
In sostanza, l'unico elemento di rivisitazione e di novità del “Truman Show” è legato al ruolo dei “Media”, che fornisce un movente diverso, rispetto al libro, alla messa in scena che si svolge attorno al protagonista.
Gli elementi comuni che sono:
1. L'idea della realtà come illusione, nel senso di autentica messa in scena attorno al protagonista
2. La presa di coscienza del protagonista attraverso dei segnali di non coerenza della realtà
3. La conferma delle proprie paradossali intuizioni con il raggiungimento dell'esterno, a conclusione della trama
sono tali da farmi ritenere il film di P.Weir un autentico caso di plagio.