C’erano Ike e Tony e Jaque e il sottoscritto
Che giravano per il centro di Schio
Tre giorni di licenza e ti senti un gran dritto
Sbronzi duri ma l’occhio aperto e fitto
Si guardava com’erano fatte, loro e io.
Solo com’eran fatte, santo Dio.
Perché la faccia non interessa quando hai solo tre giorni di licenza
Né ad Ike né a Tony né a Jaque né al sottoscritto.
La faccia è gratis, la guardi, ne hai diritto
Ma una caviglia ti costa sofferenza
Perché la caviglia è un segno.
Buono è il cognac anche se Martel non è,
La caviglia ha segreti che tiene per sé.
Certe volte li serba, o li scambia con te.
Fra tre giorni saremo di nuovo all’inferno, ecco perché
Non ce ne importa un fico se anche lei Martel non è.
. . .
circa 1918-1920
***
Oklahoma
Tutti gli indiani sono morti
(Un buon indiano è un indiano morto)
O viaggiano in automobile.
(Il petrolio, si sa, son tutti ricchi)
Il fumo mi fa lacrimare gli occhi,
Rami di pioppo e sterco di bisonte
Il fumo grigiastro nella tenda...
(O è il tracoma che mi rende miope?)
Vaste sono le praterie,
La luna si leva,
I cavalli
Tirano la corda alla quale sono legati.
D’estate l’erba s’è fatta bruna...
(O è il fieno che ha qualche malattia?)
Estrai una freccia,
Se la spezzi
La ferita si chiude.
Anche il sale va bene
E la cenere di legna.
Di notte la sento pulsare...
(O è la gonorrea?)
Chicago, 1920-1921
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