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  HERMAN MELVILLE

melville Herman Melville nacque a New York, il 1° agosto 1819, terzogenito di Allan Melvill, agiato mercante di discendenza scozzese. Passò l’infanzia nel benessere, ma il padre subì dei rovesci, contrasse debiti, fece bancarotta e morì nel 1832, ad Albany, dove aveva trasferito la famiglia nel 1830.
Alla morte del padre, Herman lasciò la scuola e svolse vari lavori, fino a essere assunto come insegnante di scuola a Pittsfield nel Massachusetts. Presto, tuttavia, rimase senza lavoro e decise di imbarcarsi come marinaio su un mercantile diretto a Liverpool (giugno 1839); il mese precedente avevano visto la luce su un giornale due brevi prose, Frammenti da uno scrittoio. Al ritorno viaggiò nell’Illinois cercando lavoro, senza esito, finché nel gennaio 1841 tornò a imbarcasi, questa volta sulla baleniera Acushnet, in partenza per il suo viaggio inaugurale da Fairhaven presso Boston verso i Mari del Sud. Nei quattro anni successivi Melville visse le esperienze che fecero da sfondo alle sue opere maggiori.
Giunti a Nakuhiva (Isole Marchesi) nel luglio 1842, Melville e l’amico Toby Greene disertarono dalla Acushnet e vissero latitanti per alcune settimane presso una tribù di cannibali. In agosto Melville fu raccolto da una baleniera australiana, la Lucy Ann, su cui viaggiò fino a Tahiti. Da Tahiti una baleniera di Nantucket (l’isola presso Boston) lo portò alle Hawaii (novembre 1842-aprile 1843). Il 17 agosto 1843 si arruolò sulla fregata United States, che visitò le Marchesi e il Perù e gettò l’ancora a Boston il 14 ottobre 1844.
"Fino a 25 anni" dirà Melville nel 1851 non ho avuto nessuno sviluppo. Da allora faccio iniziare la mia vita. Non sono pressoché passate tre settimane da allora a oggi senza che mi sviluppassi interiormente". Melville iniziò la stesura di Typee, racconto della sua avventurosa diserzione dalla Acushnet. Pubblicato, Typee ebbe subito enorme fortuna sulle due sponde dell’Atlantico, dando al ventisettenne Melville la fama e l’indipendenza economica.
Mise subito mano al seguito di Typee, Omoo, che uscì nella primavera del 1847 e ripeté il successo della narrazione precedente. Il 4 agosto sposò Elizabeth Shaw. Intanto, dopo Omoo la scrittura di Melville ebbe un’improvvisa impennata: il terzo lunghissimo libro, Mardi, uscito nel 1849, inizia come una continuazione delle avventure polinesiane ma si muta presto in un viaggio allegorico alla maniera di Jonathan Swift e François Rabelais. Melville, che a New York frequentava il circolo intellettuale di Evert A. Duychinck, si era dato a nuove letture e le immetteva nella sua opera. Il pubblico, che s’attendeva una terza puntata di stuzzicanti avventure esotiche, restò deluso e Mardi fu un fiasco. Melville, che intanto si era immerso in Shakespeare e aveva annunciato un ulteriore balzo in avanti, incassò il colpo e corse al riparo con due nuovi libri avventurosi, Redburn (1849) e White-Jacket (1850).
Terminati questi libri, Melville nel 1849 si recò in Inghilterra (dove ne trattò la pubblicazione inglese) e, brevemente, in Francia e Germania. Rientrato ai primi del 1850, iniziò Moby-Dick. Nell’estate passò un periodo a Pittsfield e a settembre Melville decise di lasciare New York per sistemarsi a Pittsfield, vicino all’amico Nathaniel Hawthorne.
Moby-Dick uscì nell’ottobre 1851. L'impianto intellettuale, che fa di HM il Dante della narrativa statunitense, trovò parecchie resistenze nel pubblico, anche se non mancarono però recensori entusiasti. Melville, fiutando il rischio di perdere lettori, cercò di correre di nuovo ai ripari scrivendo un melodramma sentimentale che era anche una parodia del genere e una cronaca dei suoi travagli di scrittore, ma Pierre (1852), composto in difficili circostanze economiche e psicologiche, fallì del tutto, attirando a Melville accuse di immoralità e pazzia, e restando invenduto. Iniziò la stagione più dura per lo scrittore newyorkese.
Melville ripiegò sulla composizione redditizia di racconti per riviste di ampia diffusione, alcuni dei quali (fra cui i celebri Bartleby, Benito Cereno e Le Encantadas) furono raccolti nel 1856 nel volume I racconti della veranda. Sempre su rivista pubblicò a puntate il romanzo Israel Potter, basato come Benito Cereno su una fonte storica e raccolto in volume nel 1855.
Nel 1856, pressato dai debiti, Melville compì un viaggio di nove mesi, offertogli da un parente, che lo portò in Inghilterra, Italia, in Grecia, Egitto e Palestina. Nel novembre 1862 una caduta da calesse, a Pittsfield, diede un colpo alla sua costituzione. Nell’autunno successivo trasferì la famiglia a New York, sperando di trovarvi un impiego regolare, che finalmente ottenne nel 1866, presso la Dogana di New York, e che conservò fino al 1885.
A questo punto, Melville era ormai pressoché dimenticato. Le poesie edite e inedite di questi anni sono a volte introdotte da brani di prosa, come accade per John Marr, per Il lillà di Rip Van Winkle e soprattutto per Billy Budd, la cui nota introduttiva divenne un breve romanzo, l’estremo capolavoro, edito solo nel 1924. I libri più noti di Melville ebbero diverse ristampe dopo la sua morte, ma la sua scoperta e collocazione fra i massimi scrittori del 1800 non solo americano può datarsi dal centenario del 1919 e dalla prima edizione completa delle opere, pubblicata a Londra in 16 volumi dal 1922 al 1924.
Herman Melville morì a New York il 28 settembre 1891.

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