Tom Wolfe è nato e cresciuto in Virginia, a Richmond. Si è laureato in letteratura e giornalismo a Washington e alla Lee University. Ha lavorato come reporter per diverse e prestigiose testate, come lo Springfield Union, il Washington Post, e il New York Herald Tribune. Contemporaneamente, ha pubblicato reportage e racconti sul New York magazine, Esquire, e Harper's.
L'esordio letterario, accolto con enorme interesse da parte della critica, avviene nel 1965, quando la casa editrice Farrar, Straus and Giroux pubblica The Kandy-Kolored Tangerine-Flake Streamline Baby. Tre anni dopo, in un anno cruciale, Wolfe pubblica contemporaneamente due testi che divengono una delle bibbie laiche del tempo: The Pump House Gang e The Electric Kool-Aid Acid Test. E' un successo strepitoso che lancia, da questo momento, ogni libro di Wolfe alla testa delle classifiche: nel '70 è la volta di Radical Chic and Mau-Mauing the Flak Catchers e nel '75 del ferocissimo The Painted Word, una satira acida del mondo dell'arte al culmine del suo trionfo mercantilistico. Wolfe è investito dalle polemiche, ma si abitua ben presto: ogni suo titolo sarà sempre contestato, criticato, attaccato dall'establishment letterario e intellettuale.
Fondatore della scuola del cosiddetto New Journalism, Wolfe si aggiudica il Nobel americano, l'American Book Award, nel '79, con The Right Stuff.
Ciò che Tom Wolfe scrive diventa oro. Questo re mida dell'editoria statunitense, perennemente vestito di bianco, farfallino a chiudere il colletto della camicia, diviene, nonostante il tono da raffinata bohème, una delle maggiori voci critiche all'interno della società americana. Insieme e contro Mailer, è agli antipodi dal metro stilistico e tonale di Carver, di cui condivide tuttavia l'opera di demolizione del presente a stelle e strisce. Nel 1987, proseguendo nella sua linea di devastazione dell'esistente, TW dà alle stampre il capolavoro degli anni Ottanta, uno dei migliori romanzi statunitensi del secolo: The Bonfire of the Vanities. Le polemiche e gli attacchi personali non si contano. Ma il decennio, ormai pronto a svoltare verso la decadenza grottesca dei Novanta, dà ragione all'arzillo Tom. Che attende proprio la fine del secolo per lanciare l'ultimo strale: è A man in full, il libro che gli aizza contro l'élite letteraria americana, da Mailer a Irving ad Updike.