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David Sedaris: "Sono una merda umana"

sedaris.jpgsedarisciclopi.jpgDavid Sedaris esce in Italia con un'antologia di racconti esilaranti, folgoranti, brillantissimi, Ciclopi (Mondadori Strade Blu). Da anni aspettavamo che le irresistibili folgorazioni di Sedaris venissero finalmente tradotte: ci fa felici, quindi, questa scelta da Barrel Fever e Naked, almeno quanto la notizia che presto disporremo della traduzione integrale dell'ultimo lavoro di Sedaris, Me Talk Pretty One Day e, molto probabilmente, della raccolta di racconti natalizi Holidays on ice. Per chi non conoscesse il genio funambolico di David Sedaris, il consiglio spassionatissimo è: leggete David Sedaris. E' una specie di George Saunders (il quasi inarrivabile scattista di Pastoralia) a cui è stato dato in dono un corredo psichico pressapoco allucinante, un umorismo che non ha pari nella letteratura contemporanea per dinamicità e irresistibile verve, e un'esistenza talmente grottesca che davvero vale la pena di conoscere per evitarla. A proposito dell'ultima raccolta di Sedaris, Me Talk Pretty One Day, traduciamo alcuni passi di un'intervista rilasciata a Lisa Allen di January Magazine.


Me Talk Pretty One Day è un libro più consistente del precedente Naked.

Sì. E ne hanno anche tirate molte più copie. La prima edizione, anche, è più vasta delle precedenti. Non so, comunque, perché questo sia accaduto, forse soltanto perché le classifiche, tipo quella del Times, si fanno sulle ordinazioni piuttosto che sulle vendite. Sono un po' preoccupato, a dire il vero. Quando mi dicono: ne tiriamo ancora più copie, io li prego di non farlo. Odio finire nei remainder.
Non mi aspettavo francamente che questo libro andasse così bene. Mi ero scritto nella mia testa ogni possibile stroncatura - e poi l'avevo messa giù nel mio quadernetto. Stroncature da brivido, orripilanti. Ci impazzivo. E pensavo: beh, davvero nessuno può arrivare a dire del mio libro cose peggiori di queste. Ecco quali reazioni mi aspettavo.

Un esempio di queste stroncature?

Una qualunque che dichiari quanto loffia sia la quasi totalità del libro, quanto poco c'entrino con la raccolta alcuni racconti e che le cose che ho scritto sono banalissime trovatine da barzelletta che proprio non funzionano. A questo punto sono in grado di fornire a chiunque almeno 20 motivi per non comprare questo libro.

Sei il tuo peggior critico.

Credo di sì. Non pensavo davvero che Me Talk Pretty One Day andasse così bene.

E le recensioni sono andate al di là di ogni possibile aspettativa. Non ne ho vista una che non varcasse i limiti del positivo: tutti a dire che questo libro è iperbrillante...

Non leggo le recensioni. Forse quando avrò cinquant'anni.

Che fai al momento?

Vivo a Parigi.

Hai scritto qui gli ultimi racconti?

Sì, gran parte.

Quanto ci hai messo?

Sette mesi. O giù di lì.

Incredibile! Solo sette mesi!?

Beh, alcune cose, tipo la storia su mio fratello, le avevo già scritte in passato e ci sono anche un paio di testi che erano andati in radio e ho soltanto dovuto riscrivere - ma la maggior parte dei racconti mi hanno preso sette mesi. Ecco una delle 20 ragioni per cui non bisogna comprare questo libro [ride, ndr] . Ho provato a scrivere una pagina in stesura definitiva al giorno. Non sto dicendo che scrivo una pagina e dico: ok, questa è perfetta. Tutt'altro. Il mio è un lavoro quotidiano di riscrittura e ripensamento. Ci sono casi in cui riscrivo un racconto almeno cinque o sei volte in un'unica settimana. E neanche intendevo dire che, se ho dieci giorni per scrivere, mi viene fuori un racconto di dieci pagine. L'importante è che, dopo un mese, io abbia almeno trenta pagine pubblicabili.

Sembri uno scrittore abbastanza disciplinato.

Lo sono. Mai avuti problemi, io. Ho iniziato a scrivere e ogni giorno ho scritto - punto. Non mi sono mai costretto per forza a sedermi alla macchina da scrivere.

Me Talk Pretty One Day è un libro estremamente intimo e personale. E' stato duro scriverlo?

No. Voglio dire, sono così felice di avere a disposizione tante stronzate ed esperienze umilianti che ho vissuto in passato! Ci penso su e mi dico: fantastico!, è una storia bellissima. Perché se ti metti a scrivere delle stronzate e delle umiliazioni per come le hanno vissute altri, ti giuro che non funziona. Cioè, puoi farlo, ma ti riesce molto meglio se racconti che autentica merda sei tu. E' molto più facile in questo modo! E io sono il personaggio più stronzo in ciascuno dei racconti di questo libro - ma è tutto vero, non c'è nulla di finto. Te lo giuro: io sono la merda più merda che ci sia - tra quelli seduti a questo tavolo, intendo. E a parte una tipa che vedo là in fondo, posso giurarti di essere la merda più merda che ci sia in tutto questo ristorante in cui stiamo facendo l'intervista.

Beh, ma questa è una tua autopercezione e basta...

Ma certo. Autopercezione purissima. Cioè, posso anche fare finta, ma la verità è che mi faccio parecchio schifo.

Inviato da giuseppe genna , Venerdì 14 Marzo 2003
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