Wystan Hugh Auden, uno dei poeti più importanti del secolo, nacque in Inghilterra nel 1907. Mente vivacissima, una cultura invidiabile per la sua giovane età, entrò assai presto in contatto con l'ambiente poetico che lo avrebbe irrimediabilmente formato. I suoi compagni di conversazione avevano nomi che, da soli, basterebbero a erigere una mitologia: T.S. Eliot, James Joyce, Ezra Pound. Accanto a lui, coetanei altrettanto geniali come Christopher Isherwood e Stephen Spender.
Il suo primo libro, Poems, è del 1930. Due anni dopo viene pubblicato il suo secondo titolo, Orators, an English Study, che viene a tutt'oggi considerato uno degli esiti poetici migliori nel Novecento poetico. L'afflato e lo struggimento per l'erosione dei saperi e delle civiltà rimarrà una costante tematica della poesia di Auden, e lo renderà uno degli esponenti più importanti della fine della modernità. A questa vena, che sancisce la fine di un'epoca e di un'epica, Auden alterna una vocazione più propriamente lirica, come testimoniano i versi bellissimi di Another Time (1940).
Anni di tregenda e fibrillazione di contatti furono quelli dell'avvento del nazismo e della tragedia hitleriana, soprattutto per un poeta come Auden, omosessuale dichiarato, che aveva scelto di vivere in Germania. Fu qui che incontrò la figlia di Thomas Mann e la sposò, per dotarla di passaporto britannico e permetterle di emigrare.
Nel 1939 Auden decide di lasciare l'Europa per gli Stati Uniti (ne diverrà cittadino nel 1946) e di riabbracciare il credo anglicano, la religione delle sue origini. Sono gli anni decisivi: escono, a poca distanza, i tre libri fondamentali di Auden, The Double Man (1941), For the Time Being (1944), e The Age of Anxiety (1947), che varrà all'autore il Premio Pulitzer 1948.
E' il primo di moltissimi riconoscimenti, che culmineranno con l'assegnazione, nel 1967, della National Medal for Literature, l'onorificienza letteraria maggiore per uno scrittore americano. Dal '57 al '61 aveva tenuto la cattedra di poesia a Oxford.
Mentre è un poeta di fama ormai mondiale, Auden non arresta la propria produzione, che include anche capolavori del calibro di Homage to Clio (1960), About the House (1965), e City without Walls (1969), oltre che i saggi di The Enchafed Flood (1950).
Muore il 28 settembre 1973.
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