Honoré de Balzac nacque a Tours il 20 maggio 1799. Scrive Balzac: "Appena
venuto al mondo fui messo a balia da un gendarme e vi rimasi fino all’età
di quattro anni. Dai quattro ai sei anni vissi a mezza pensione; vidi mia madre solo due
volte".
Studiò diritto, come la maggior parte dei giovani borghesi dell’epoca, lavorò come aiutante di procuratore e di notaio, ma secondo la testimonianza della sorella Laure alla Sorbonne si appassionò dei corsi di filosofia tenuti da Victor Cousin. Le sue simpatie andavano ai pensatori materialisti, Hobbes, Locke, Condillac, Helvétius, Condorcet, Cabanis.
A vent’anni Balzac decise di seguire la vocazione di scrittore. Ottenne
un aiuto economico dai genitori che, non senza resistenze, gli concessero
di tentare la fortuna in questo senso per due anni: Honoré
si sistemò in una mansarda parigina nel quartiere Latino. Il fiasco delle prime
prove, la tragedia Cromwell e il romanzo Sténie
del 1820, non lo disarmarono affatto. Per denaro si associò a dei
giovani creatori e, nell’arco di dieci anni, pubblicò con loro o
da solo, usando vari pseudonimi, una serie di romanzi (tra cui Le Vicaire
des Ardennes). Nel 1822 iniziò la relazione con Laurie de Berny, una donna adulta, sensibile e colta, che lo aiutò economicamente. Ne conseguì un profondo
cambiamento di ispirazione. Nel 1825 abbandonò il romanzo e si lanciò
negli affari.
La sua attività di tipografo si concluse in un completo fallimento
nel 1827-1828. Balzac, a questo punto, ritornò al suo antico
mestiere ma questa volta decise per la letteratura seria. Scrisse Le dernier
Chouan (1830), il primo romanzo firmato Balzac, riprese la Physiologie
du mariage, e compose le prime Scènes de la vie privée
(pubblicate nel 1830 e firmate Balzac). L’ingresso nella redazione
del giornale di Emile de Girardin lo lanciò nella vita parigina.
La conoscenza dei grandi come Hugo e la frequentazione
di aristocratici raffinati fu estremamente stimolante. Balzac cambiò
il proprio tenore di vita, assunse l’aspetto di un dandy. Firmava contratti
con una folla di editori, ai quali chiedeva sistematicamente degli
anticipi che spendeva ancora prima di averli guadagnati. Di fatto la sua capacità
di lavoro fu straordinaria: nel 1831 La peau de chagrin lo consacrò
grande scrittore, nel 1831 e nel 1832 scrisse un racconto ogni quindici
giorni, e poi articoli, opuscoli, monografie, proclami, commedie con cui
sperava di arricchirsi più in fretta che coi romanzi, e che concepite
tutte frettolosamente, fallirono tutte impietosamente.
Nell’autunno del 1833 conobbe la baronessa Eve Hanska, trentenne,
sposata a un ricco possidente molto più anziano di lei. La nuova
relazione, che durerà sino alla morte dello scrittore, influenzerà
positivamente l’opera di Balzac che, al solito, scrisse moltissimo: Le colonel
Chabert (1832), Le curé de Tours (1832), L’histoire
intellectuelle de Louis Lambert (1832), Le médecin de campagne
(1833), La recherche de l’absolu (1834), Contes drolatiques (1832-37).
Degli stessi anni sono Eugénie Grandet (1833) e Le père
Goriot (1834), le sue due opere più famose. Nel 1841 uscì la prima edizione completa delle opere di Balzac, in 16 volumi, e nacque l’idea della Comédie humaine:
il piano definitivo steso nel 1845 comprendeva centotrentacinque romanzi, ottantacinque
finiti e cinquanta abbozzati che rimasero tali, ma Balzac ne scrisse altri
sei che portavano a novantuno la summa della sua produzione romanzesca.
Morì il 18 agosto 1850 al termine di una lunga agonia, solo sei mesi dopo aver sposato Eve Hanska.