Stefano Benni è nato nel 1947 a Bologna. Dapprima giornalista, quindi scrittore e poeta, ha collaborato e collabora con numerose testate.
Ha elaborato, nella migliore tradizione comico-grottesca della prosa italiana, uno stile che si fa forte di elementi da deriva letteraria: il registro demenziale, per esempio, lo stream of consciousness riedito in versione comica, le vite di personaggi immaginari mutuate da Schwob e ritradotte grazie a un'accelerazione ironica che non ha pari (almeno in Italia).
L'influenza di Stefano Benni sulla letteratura italiana contemporanea è tutta da valutare: si tratta di un'operazione critica che nessuno studioso di italianistica si è degnato di fare, nonostante sia evidente che molti dei moduli stilistici e immaginali di Benni sono ormai patrimonio della lingua comune e dell'immaginario collettivo (valga un'identica notazione intorno alla saga letteraria di Fantozzi, che ha letteralmente rivoluzionato l'italiano comune a partire dagli anni Settanta, inserendo specificativi come "pazzesco", "mostruoso", oltre che un uso dell'iperbole dapprima completamente assente nella nostra lingua comune). In questo senso, la vicinanza di Benni ad ambienti dell'avanguardia storica dovrebbe risultare assai significativo, così come sarebbe impensabile il registro comico dei piccoli monologhi di Aldo Nove (almeno per quanto riguarda il loro livello grottesco, uno dei molti piani di lettura di Woobinda).
La prima edizione di Bar Sport, il capolavoro di Benni, risale al marzo del 1976, all'interno della Biblioteca Umoristica Mondadori. Presso lo stesso editore erano anche stati pubblicati La tribù di Moro seduto (1977) e Spettacoloso (1981).
Intellettuale assolutamente poliedrico, ha scritto e scrive anche per il teatro (come testimonia la raccolta di copioni pubblicata nel 1999), e nel 1989 ha curato la regia e la sceneggiatura del film Musica per vecchi animali.
Ideatore della Pluriversità dell'Immaginazione, organizza e conduce periodicamente degli «incontri all'insegna della fiducia»: un modo per ritagliarsi dei «piccoli spazi in una città (Bologna) e in un paese dove il conformismo culturale sta moltiplicando i suoi iscritti».
Stefano Benni ha anche un sito ufficiale).
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Teatro
Blues in sedici. Ballata della città dolente
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Il bar sotto il mare
Comici spaventati guerrieri
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Baol. Una tranquilla notte di regime
L'ultima lacrima
Bar sport
La Compagnia dei Celestini
Prima o poi l' amore arriva
Stranalandia
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