Non è mai troppo tardi. Il riconoscimento definitivo di Andrea Camilleri come autore di prima fila è avvenuto nel 1997, quando una casa editrice di massa come Mondadori ha pubblicato Un mese con Montalbano: trenta racconti che hanno per protagonista il compassato e scettico commissario di Vigàta. Camilleri da tempo godeva della stima e dell'amore di una cerchia neanche tanto ristretta di lettori, che non si perdevano neanche uno dei gialli sfornati dall'autore siculo, e si imbevevano dello straordinario mélange linguistico italo-siciliano. La scoperta, quindi, non va a merito di Mondadori, che altro non ha fatto se non sedersi su un fenomeno di culto, ma all'editrice Sellerio, che ha creduto sin dall'inizio all'autore agrigentino. E bisogna ringraziare la Rai, che finora ha tratto due film televisivi dalle avventure di Montalbano, chiamando Camilleri (sceneggiatore e regista tv di razza) a collaborare alla sceneggiatura. Montalbano, interpretato da un Luca Zingarelli in stato di grazia, è la migliore produzione televisiva del '99.
Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (in provincia d'Agrigento), nel 1925.
Diplomato all'Accademia d'arte drammatica, ha lavorato come sceneggiatore, regista teatrale e regista televisivo. Per la Rai, ha firmato le celebri serie poliziesche di Sheridan e Maigret. In teatro ha diretto, tra gli altri, lavori di Pirandello e di Beckett.
Nel 1978 ha esordito come scrittore con Il corso delle cose, mentre due anni dopo, presso Garzanti, ha pubblicato Un filo di fumo, tre storie che segnano l'inizio del ciclo di Montalbano, che finora include anche La forma dell'acqua (1995), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1997) e La voce del violino (1997), oltre che Un mese con Montalbano e La mossa del cavallo.
Da più di vent'anni Andrea Camilleri insegna all'Accademia d'arte drammatica. E' sposato, ha tre figlie e quattro nipoti.
La specificità di Montalbano è quella di aprire una linea tutta italiana al giallo seriale. Filosofo suo malgrado, Salvo Montalbano è uno scettico che ci crede, un disilluso che mantiene uno schema di valori e una carica idealistica intatti. Gli piace la buona cucina, nella linea Simenon-Vasquez Montalbàn. Ha una donna che vive a Genova, e la sua vita sentimentale è stanca o brillante a seconda dei momenti.
La creazione di un idioletto che utilizza elementi di siculo stretto (da "babbiare" a "nivuro" a "strata") non ha creato difficoltà ai lettori, che adorano letteralmente la lingua di Vigàta (l'afosa Macondo della Trinacria dove Camilleri ambienta le sue storie).
Gli arancini di Montalbano
Un mese con Montalbano
La mossa del cavallo
La concessione del telefono
Un filo di fumo
La stagione della caccia
Il birraio di Preston
Il corso delle cose
La Bolla di Componenda
La voce del violino
Il gioco della mosca
La strage dimenticata
Il cane di terracotta
Il ladro di merendine
La forma dell'acqua
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