Geniale, irriverente, saccente e irritante, innovatore e salottiero: Truman Capote è stato un autore che ha costituito un mito letterario per tutte le generazioni di scrittori venute dopo di lui. Ammirato e contestato, divorato e rifiutato, ha in ogni caso ottenuto un posto centrale nella storia della narrativa americana. Romanzieri contemporanei del calibro di Don DeLillo e David Foster Wallace ne dichiarano l'assoluta preminenza nella linea a cui appartengono.
E' nato a New Orleans il 30 settembre 1924. A sei anni viene coinvolto nei dissidi tra i due genitori, che lo spediscono dai nonni, in Alabama.
Cresce tra studi irregolari. E' giovanissimo redattore al New Yorker, fino a che viene rigettato direttamente da Robert Frost. Sono anni che Capote ricorderà come umilianti, un sordido apprendistato alla vita e alla povertà che lascerà i segni indelebili nella psicologia dell'autore.
1948: esce, nel disinteresse generale, Other Voices, Other Rooms, che è già un capolavoro. L'anno successivo è la volta di A Tree of Night, di ambientazione gotica, mentre nel 1951 viene dato alle stampe The Grass Harp.
Bisogna attendere la versione cinematografica di Breakfast at Tiffany's (il libro è del '58, il film del '61) perché ci si renda conto che Truman Capote è uno dei migliori romanzieri della sua generazione.
Gli introiti ottenuti dalla vendita dei diritti cinematografici permettono a Truman di dare corpo a un progetto geniale: si tratta di un'investigazione, che dura sei anni, intorno a un caso di omicidio collettivo in Kansas. Capote, qui, dà il meglio di sé: esce nel 1966 In Cold Blood, che viene immediatamente traslato su grande schermo. Con l'invenzione della reality-fiction, Truman Capote è uno degli autori più celebrati d'America. Dà vita a circoli mondani e intellettuali, talmente eccessivi che persino i magazine più riottosi alla letteratura se ne occupano.
L'ultimo capolavoro che Truman Capote riesce a pubblicare in vita sono i racconti di Music For Chameleons, nel 1980 (One Christmas, non certo il suo miglior lavoro, esce nell'83). E' una dolorosa decadenza, una vecchiaia immolata alla droga e all'alcol, che lo porta alla morte, il 25 agosto 1984.