Douglas Coupland, uno dei profeti della letteratura dei nonluoghi (hard-discount, campus universitari, interni di grandi aziende), è nato in un non luogo per eccellenza: una base militare canadese, a Baden-Sollingen, in Germania, il 30 dicembre 1961.
Dichiara Coupland: "Sono cresciuto in una famiglia anaffettiva". A quattro anni, la famiglia anaffettiva lo riporta in Canada, in quel di Vancouver.
Curriculum scolastico tormentato: sia lui sia i suoi fratelli vengono bocciati a ripetizione, perché hanno "bisogno di molto sonno". Nonostante ciò, si diploma, e incomincia a viaggiare per studio: alle Hawaii (sì, pare incredibile, ma Coupland va a studiare alle Hawaii), a Milano, a Sapporo (in Giappone).
Fa lo scultore e ha successo. Fa il giornalista, e non gli piace (definizione celeberrima di Coupland sugli open space delle redazioni: "recinti da ingrasso": chapeau).
Nell'88 conia la definizione di Generazione X: piace a tutti. Inizia a sceneggiare un fumetto omonimo, per la matita di Paul Leroche. Nell'89, mentre piglia il sole della California, Coupland scrive X Generation, il libro summa del passaggio agli anni Novanta. Il mondo accoglie il suo Verbo: l'espressione di Coupland affolla analisi sociologiche e pagine patinate dei magazine di mezzo mondo.
Adesso Douglas se la spassa tra Los Angeles, Vancouver, la Scozia e altri posti "fisicamente tosti", come dice lui. E' meno profeta e miglior scrittore di un tempo. Sul serio, è un bravissimo scrittore, parecchio sottovalutato dalla critica, e popolarissimo a ogni latitudine.