Se la letteratura non esiste, allora tutto è permesso: anche non leggere Dostoevskij. Questa specie di santo del romanzo percorre, con i suoi immensi teatri umani, tutto il Novecento, di cui costituisce un'ossessione che sfiora il complesso di Edipo. Emanciparsi letterariamente, per ogni scrittore del nostro secolo, ha spesso significato emanciparsi da Dostoevskij, dall'impietosa analisi esistenziale e dal sogno strutturale con cui ha reso prigioniere le generazioni successive. La sua letteratura ha costituito il pane quotidiano della formazione intellettuale di ogni narratore e poeta novecentesco e a lui si guarda, ancora oggi, per una ripresa in grande stile dell'idea di romanzo, anche nelle frange più avanguardiste degli AvantPop americani ed europei.
Fedor Mihailovic Dostoevskij è nato a Mosca il 30 ottobre 1821. Dopo la morte della madre (1836), si iscrive alla scuola militare di San Pietroburgo. E' qui che apprende del misterioso omicidio di cui è rimasto vittima suo padre, massacrato, con tutta probabilità, dalla sua stessa servitù.
Il diploma di Dostoevskij viene conseguito nel '43, l'anno in cui lo scrittore termina la traduzione della Eugenie Grandet di Balzac. Povera gente, il suo primo lavoro, risale all'anno 1844, e viene stampato nel '46, insieme al Signor Prokharchin.
Nello stesso anno, a Dostoevskij, viene diagnosticato un principio di epilessia, e da questo momento il mal caduco diviene uno dei nuclei metaforici centrali nella fantasia dello scrittore russo.
Passano cinque anni e l'autore de Le notti bianche (1847) viene arrestato per attività sovversiva e condannato a una pena detentiva in Siberia che include quattro anni di lavori forzati. La destinazione è Omsk, dove lo scrittore, nel corso della carcerazione, viene colpito ripetutamente da violentissime crisi epilettiche.
Nel 1860 a Dostoevskij, che nel frattempo si è sposato, viene permesso di lasciare la Siberia per la Russia Bianca, dove inizia la stesura di Umiliati e offesi. Visita, in questo periodo, l'Inghilterra, la Francia, la Svizzera, e inizia una relazione extraconiugale con la giovanissima Apollinaria Suslova. La moglie di Dostoevskij muore due anni dopo e la Suslova rifiuta la proposta di matrimonio di Fedor.
1866: escono Delitto e castigo e Il giocatore. Due anni dopo (nel frattempo FD si è risposato): L'idiota. E nel 1872 inizia la pubblicazione a puntate de I demoni.
Nel '74, Dostoevskij incappa in un nuovo arresto: questa volta, per violazione delle leggi sulla censura.
Alla pubblicazione de I fratelli Karamazov, le letture pubbliche di Dostoevskij richiamano folle immense di ascoltatori e di adepti della sua opera. Una gratificazione tardiva: nel 1881, il 28 gennaio, il genio russo scompare, vittima di un'emorragia.
E' limitativo, in questa sede, prendere in considerazione le implicazioni, tragiche e grandiose, che ha avuto nella nostra cultura il nichilismo di questo gigante della Letteratura. Per chi volesse farsene un'approssimativa idea, può consultare l'ottimo Web di Dostoevskij Central Resource.
L'idiota
Il sogno di un uomo ridicolo
I fratelli Karamazov
Memorie dal sottosuolo
La mite
Povera gente
Il giocatore
L'adolescente
L'eterno marito
Saggi
Le notti bianche-La tempesta
Il sosia
Umiliati e offesi
Il grande inquisitore
I demoni
Delitto e castigo
Il sogno dello zio
In difesa di me stesso
Un cuore debole
Il signor Procharcin
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