Johann Wolfgang Goethe, il padre del preromanticismo tedesco, l'ispiratore di Nietzsche e Baudelaire, di Novalis e Rilke, nacque il 28 agosto 1749 a Francoforte
sul Meno, da una delle migliori famiglie della borghesia cittadina.
Indirizzato dal padre, nel 1765 a Lipsia cominciò i suoi
studi di giurisprudenza. Qui frequentò intellettuali e
si orientò verso il rococò; prese lezioni di disegno
da Adam Friedrich Oeser, amico di Winckelmann, e si interessò
di scienze naturali. Sempre in questo periodo scrisse la prima
raccolta di poesie d'amore, Annette, dedicata alla figlia del
suo albergatore e I capricci dell'innamorato, capolavoro della
commedia pastorale tedesca.
Nel 1768, quando si ammalò
gravemente ai polmoni, fece ritorno a Francoforte dove frequentò
un'amica della madre, Susanne Katharina von Klettenberg, anch'essa
di idee pietistiche. Qui compose la commedia in alessandrini,
I complici (1769). A Strasburgo, dal 1770 al 1771, Goethe completò
gli studi universitari. Conobbe Herder che lo inziò a
poeti come Omero, Ossian, Sofocle e Shakespeare Nella vicina Sesenheim ebbe un intenso e doloroso
amore con Friederike Brion, figlia del pastore evangelico, che
gli avrebbe ispirato le prime liriche di tono amoroso (Canzoni
di Sesenheim).
Gli anni dal 1773 al 1775 furono intensi: visse
stabilmente a Francoforte, salvo per i periodi in cui viaggiò
lungo il Reno e attraverso la Svizzera sino al Gottardo; scrisse
molto, le poesie del cosiddetto "ritmo libero" (Tempestoso
canto del viandante, Il viandante, Il canto di Maometto), Götz
von Berlichingen (1773), Clavigo e I dolori del giovane Werther
(1774), e diede inizio
al Faust, al dramma Prometeo e all'Egmont.
Trasferitosi a Weimar si occupò come ministro
di miniere, strade, agricoltura, finanze. Scriveva solo nel tempo
libero: nel 1777 iniziò a lavorare alla Vocazione teatrale
di Wilhelm Meister e al Viaggio invernale nello Harz. Presente Goethe, Weimar conobbe in quegli anni una
rinascita culturale e artistica.
Viaggiò nel nostro paese per due anni (notizie sul soggiorno italiano
si ritrovano nelle lettere e in Viaggio in Italia del 1816-1817).
Nel 1790 concluse la prima parte del Faust, con il titolo
Faust.Un frammento.
Nel 1794 si fece intensa la collaborazione con Schiller, che sarebbe
durata sino alla morte del poeta (1805). A Jena frequentò
l'ambiente culturale che faceva capo a Hölderlin e Schlegel.
Con la solita insaziabile curiosità si occupò qui di
ottica e di anatomia, pubblicando nel 1810 tre trattati sulla
Teoria dei colori.
Nel 1809 pubblicò,
per l'editore Cotta, Le affinità elettive e cominciò
la sua autobiografia, Della mia vita. Poesia e verità (1831).
Nel 1814, la lettura del Divan dello scrittore persiano Hafiz
gli ispirò le poesie del Divano occidentale-orientale (1819).
Negli ultimi anni la sua creatività raggiunse livelli altissimi:
oltre a scrivere numerose recensioni, elegie, poesie, Goethe portò
a termine il Meister e il Faust.
Morì a Weimar il 22 marzo 1832.
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I dolori del giovane Werther
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