Dietro quella porta c'è la follia di Fabio Gambaro
Vivere questo nostro tempo di cambiamenti è un'attività difficile e faticosa. Ce lo ricorda ancora una volta con forza e ostinazione - Michel Houellebecq in quello che fu il suo romanzo d'esordio, cinque anni prima delle “Particelle elementari”, che tanto fece discutere in Francia e all'estero. Estensione del dominio della lotta è un romanzo breve che, pur non cercando la provocazione sistematica come il successivo, propone una fotografia glaciale della società contemporanea, dominata dall'indifferenza, dalla noia, dall'assenza di sentimenti e dalla impossibilità di comunicare con gli altri. Insomma, il mondo secondo Houellebecq è un'asettica prigione da cui è quasi impossibile fuggire, se non attraverso la porta della follia e della morte. Seppure non nuova, la tesi è sostenuta con innegabile talento dallo scrittore francese, il cui romanzo è un'opera assolutamente non banale, intrigante e sconcertante al contempo.
La vicenda che serve da pretesto a questa gelida visione del mondo è quella di un informatico trentenne, intelligente e solitario, che osserva la realtà, la sua vita e le persone che gli stanno attorno con un distacco eccessivo, oscillando tra cinismo e stupore. I suoi rapporti con gli altri sono difficili e insoddisfacenti, come pure le relazioni con l'altro sesso, al quale guarda con un misto di timore e senso di superiorità. Un lungo viaggio di lavoro nella provincia francese accentuerà il suo senso di distacco dalla realtà, spingendolo impercettibilmente ma in maniera inesorabile nel baratro della depressione. Al giovane protagonista che narra la storia in prima persona, sfruttando un apparente approccio autobiografico - non rimarrà che constatare la propria sconfitta, rendendosi conto che lo scopo della vita è fallito.
L'esile trama è però solo un pretesto, che Houellebecq sfrutta sapientemente per far emergere la condizione esistenziale del protagonista. Questi, alternando la fredda descrizione di fatti, cose e persone al tentativo di generalizzare e contestualizzare la propria vita deludente, non arretra neppure davanti alla tentazione di teorizzare un parallelo tra la lotta di classe e la lotta tra i sessi, per denunciare la miseria affettiva di questi nostri tempi tecnologici. Per dare forza al suo stile, lo scrittore sfrutta come al solito materiali di varia provenienza, integrando nella scrittura riflessioni di taglio economico e sociologico, divagazioni di teoria della letteratura e elementi di natura scientifica. Il risultato è una scrittura tutta particolare che scivola spesso verso modalità quasi saggistiche in nome di un bisogno apertamente dichiarato: «La forma romanzesca» scrive infatti, « non è concepita per ritrarre l'indifferenza, né il nulla; occorrerà inventare un'articolazione più piatta, più concisa e più dimessa». Insomma, una scrittura tendente verso il grado zero dell'emozione, capace però di rivelare nel profondo tutti gli abissi più o meno nascosti della nostra vita. Che poi è proprio quello che egli fa nelle sue pagine: un romanzo che in Francia è diventato un vero proprio libro di culto per tutta una generazione di giovani lettori.
Bio & Biblio
Biografia e bibliografia del grande Michel Houellebecq.