Estensione del dominio della lotta di Matteo Galiazzo
Dopo il successo ottenuto dal suo secondo romanzo, Le particelle elementari, viene stampata in Italia l'opera prima di Michel Houellebecq: Estensione del dominio della lotta.
Si tratta di un romanzo breve, dall'essenza e dalla sintassi scheletriche, scritto nella maniera non sfumata tipica di chi ha alle spalle una formazione scientifica.
Nelle prime pagine del romanzo compare anche una specie di dichiarazione d'intenti che pretende di prendere le distanze da tutta la letteratura propriamente detta. Sentite qua: "Il mio scopo non è incantarvi con sottili notazioni psicologiche. Non ho l'ambizione di strapparvi applausi per la mia finezza e il mio spirito. Questo genere di cose le lascio agli scrittori che usano il proprio talento per descrivere i differenti stati d'animo, i tratti del carattere, ecc. Io con loro non c'entro niente". Il tema del romanzo, più che l'uomo, sembra essere in effetti la meccanica sociale, descritta con approcci a volte etologici, a volte puramente fluidodinamici.
Il protagonista è il quadro aziendale di una software house, e si propone appunto come imparziale osservatore del mondo, dei modi con cui gli uomini si rapportano tra loro, delle funzioni gerarchiche affidate al denaro e al sesso. Proprio perché si sente del tutto esterno rispetto al corpo sociale, una particella isolata dal mucchio, i suoi rilievi hanno una patina oggettiva da esperimento scientifico incontrovertibile.
I pochi personaggi con cui ha un minimo di interazione sociale sono del resto tutti caratterizzati da disturbi nel comportamento (un suo collega molto brutto il cui unico pensiero è il sesso, un sacerdote tormentato dall'amore, un'ex moglie devastata mentalmente dalla psicanalisi, ecc.).
Chi si era innamorato di Le particelle elementari farà meglio a titubare un po' di fronte alla prospettiva di acquistare questo libro. Lì la cosa veramente notevole era l'epilogo finale, che faceva sbalzare tutto il già letto in una prospettiva sorprendente e aveva il potere di giustificare un romanzo altrimenti abbastanza convenzionale.
Qui purtroppo il finale fa l'effetto contrario. Man mano che il romanzo si avvicina alle ultime pagine infatti il diaframma tra il protagonista e il resto del mondo diventa sempre più spesso, finché non si sfocia nella solita e banale malattia mentale. Tutto questo attenua gli assunti descritti e ridimensiona la portata tragica del protagonista: tutto quel poco che si era gonfiato per la strada si affloscia definitivamente.
C'è senz'altro chi trova irresistibile la parlantina cinica e saccente di questo autore. Personalmente lo trovo inutilmente pessimista, assolutamente non divertente, e probabilmente parecchio portasfiga. [ da ROCKERILLA ]
Matteo Galiazzo (Padova 1970) è autore della raccolta di racconti Una particolare forma di anestesia chiamata morte (Einaudi 1997). Suoi racconti sono usciti nelle antologie Gioventù cannibale e Anticorpi (Einaudi 1996 e 1997), e nella rivista Maltese narrazioni, di cui è tra gli animatori.
Bio & Biblio
Biografia e bibliografia del grande Michel Houellebecq.