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H.P. LOVECRAFT
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  H.P. LOVECRAFT
Un racconto: Dagon! Speciale Halloween 

HPL H.P. Lovecraft nasce il 20 agosto 1890 nel più piccolo degli Stati Uniti, il Rhode Island. La famiglia materna appartiene all’agiata borghesia della capitale, Providence; il padre è un viaggiatore di commercio che morirà, quando Lovecraft è ancora bambino, per una paralisi progressiva causata dalla sifilide. Che Winfield Scott Lovecraft non abbia avuto una grande influenza sul piccino è evidente, ma lo scrittore indosserà da adulto alcuni suoi abiti e una cravatta, ricordandolo affettuosamente come “l’inglese” che gli ha dato la luce. Anche la madre, Sarah Susan Phillips, discende da una famiglia inglese che tuttavia si è stabilita nel Nuovo Mondo fin dall’età coloniale.

Nell’infanzia di Lovecraft l’ombra della morte si insinua presto e ne segnerà in qualche modo l’esistenza: la nonna materna, nella casa della quale il bambino vive con la madre, muore nel 1896 e in seguito egli ricorderà l’incubo ossessivo di quel lutto; il padre muore in una casa di cura due anni dopo. Nel 1904, ultimo fatale colpo, viene a mancare il nonno Whipple Phillips, che con la sua cultura e la sua esperienza aveva fatto le veci di figura paterna.

Lovecraft, pur turbato da questi avvenimenti (e dalla perdita, una volta per tutte, dell’agiatezza conosciuta in casa dei nonni), ha già cominciato a sviluppare una vita interiore che lo aiuterà a sopportare le burrasche dell’esistenza. La ricca e antiquata biblioteca del nonno Phillips gli ha spalancato orizzonti di piacere: si appassiona alla mitologia, alle scienze, all’astronomia. A sette anni è già autore di raccontini propri, di versi e ­ in seguito ­ di articoli giornalistici d’argomento scientifico. La sua grande scoperta è il piacere che viene dall’inanimato, da ciò che è maestoso e remoto, ed è riassunta nel grande fervore per la chimica e l’astronomia, passioni che dominano la sua adolescenza.

Frequentatore intermittente delle scuole pubbliche, è costretto più volte a ritirarsi per esaurimento nervoso e a proseguire gli studi con insegnanti privati. Non otterrà mai il diploma di scuola media superiore. La sua vita si svolge apparentemente all’ombra della madre e delle due zie materne Lillian e Annie.

A diciotto anni, disgustato dalla sua produzione narrativa, decide di distruggerla salvando soltanto pochissime cose; per quasi dieci anni si dedica esclusivamente al giornalismo scientifico e alla poesia, imitando gli amati rimatori del sec. XVIII. La vastità dei cieli e la loro indifferenza, Poe e il tema della morte, il mondo greco-romano e quello del Settecento inglese e coloniale, le letture fantastiche in cui si butta a capofitto: sono alcuni interessi dell’eclettico e onnivoro Lovecraft.
Nel 1917, in uno dei suoi momenti di massima depressione, HPL decide di arruolarsi nell’esercito. Un po’ per interessamento di sua madre, un po’ per la salute cagionevole, viene respinto. La delusione è cocente: lui interventista, patriottico, militarista deve rassegnarsi alla condanna d’invalidità che la madre ha deciso di fargli pesare.

Da questo momento in poi è come se HPL prendesse una decisione irrevocabile: se non può essere il trionfatore del giorno lo sarà della notte. La sua vena macabra prende il sopravvento: dopo quasi dieci anni di silenzio torna al racconto e scrive “The Tomb”, un saggio necrofilo nel quale il protagonista sogna di poter finalmente riposare in una cripta la cui vista lo ossessiona da anni.

Una volta ripresa, la produzione narrativa continua regolarmente. Poco tempo dopo, in un convegno tenutosi a Boston, Howard conosce la futura moglie Sonia Haft Greene e scopre la narrativa di Lord Dunsany, un autore fantastico che a lungo rimarrà il suo idolo letterario insieme a Poe. La madre, ricoverata già da tempo in un ospedale per malattie nervose, muore per una banale operazione. È il 1921 e si chiude definitivamente una parte della vita di Lovecraft. L’amicizia con Sonia si approfondisce e nel 1924 i due si sposano a New York.

Il matrimonio avviene in un clima particolarmente propizio: dal marzo dell’anno prima, siamo nel 1923, è apparsa nelle edicole «Weird Tales», una rivista professionale dedicata al fantastico e al soprannaturale; Lovecraft ha incominciato a vendere i suoi racconti e nel 1924 l’editore, Charles Henneberger, gli offre addirittura la carica di direttore. Sfortunatamente la sede della casa editrice è a Chicago e HPL non se la sente di sobbarcarsi a un nuovo trasferimento, tanto più che a lui, amante della Nuova Inghilterra, il pensiero di dover vivere nel Midwest riesce odioso.

Nel ’24 il mago Houdini ­ che ha una cointeressenza nella proprietà di «Weird Tales» ­ gli propone di scrivere un racconto per lui, e HPL inventa il memorabile “Imprisoned with the Pharahos”. Ma le amarezze connesse a questo tipo di attività, le insoddisfazioni e le frustrazioni non sono da poco: nelle sue lettere Lovecraft ci ha lasciato alcuni pungenti ritratti degli incompetenti che si rivolgono a lui per risolvere i loro problemi letterari. Annoiato, seccato e angustiato cercherà ancora una volta rifugio nei sogni, quella parte così importante della sua esistenza che lo ha abituato a fantastiche esperienze fin da bambino.

Amatore e conoscitore profondo della storia coloniale americana anche dal punto di vista architettonico, nei due anni di soggiorno newyorchese Lovecraft batte la città in cerca degli angoli perduti, delle reliquie sette-ottocentesche, si delizia in compagnia degli amici (Loveman, Frank Belknap Long, Morton e pochi altri) dell’aria segreta che la metropoli respira di notte. Ma per quanto i suoi sogni lo mettano in contatto col mondo romantico di cui vagheggia, il lato diurno della situazione è molto meno roseo.

La mancanza di lavoro lo affligge; il peso di una famiglia cui non è in grado di provvedere lo angustia; le folle di immigranti di varie nazionalità che brulicano nelle strade lo fanno schiumare di rabbia, xenofobo com’è e sostenitore della supremazia teutonica sulle altre razze. Eppure, quest’uomo che a parole sembrerebbe degno di un Mein Kampf americano ha sposato un’ebrea russa, ha amici ebrei e omosessuali (Samuel Loveman), ama la cucina italiana. L’orrore che prova verso gli stranieri è soprattutto un mezzo di difesa e spesso trova sfogo in incubi letterari, come “The Horror at Red Hook”, racconto che mette in scena le sue paure e ubbie newyorchesi, portandole a livello di melodramma.
Ma l’esperienza matrimoniale volge al termine: Sonia deve trasferirsi nel Midwest per necessità di lavoro e Lovecraft non intende seguirla; si lasciano con l’intesa di rivedersi al più presto, ma intanto HPL fa le valige e torna a Providence: è il 1926. Ristabilitosi nella città e nel clima che gli è congeniale, Lovecraft comincia a produrre la serie di capolavori (quasi tutti in forma di racconto lungo) ai quali è legata la sua fama. Divorziato da Sonia nel 1929, trascorre gli ultimi anni viaggiando: nella Nuova Inghilterra, a New York, in Canada, in alcuni Stati del Sud. Le sue condizioni economiche sono sempre più precarie, vive sulla base della più rigida economia. Quando si sposta, lo fa con i mezzi meno costosi e a volte più elementari: del resto gli piace così, è anche questo un modo per tuffarsi nel passato. A casa lavora molto di notte, scrive lunghissime lettere, collabora con gli amici alla stesura di lunghi pastiches. È entusiasta del fatto che i colleghi vogliano imitarlo, inserirsi anche loro nel filone del “mito di Cthulhu”. Attraverso lettere e incoraggiamenti l’influsso di HPL è determinante sui giovani autori: Robert Bloch, Fritz Leiber, Henry Kuttner e indirettamente Ray Bradbury saranno tutti ispirati da lui. In altre parole, buona parte della narrativa fantastica del dopoguerra è stata scritta tenendo presente l’esempio di Lovecraft.

Malato di cancro all’intestino, viene ricoverato al Jane Brown Memorial Hospital di Providence: è il marzo 1937. All’alba del 15 muore ed è sepolto nel cimitero di Swan Point, nel lotto della famiglia Phillips, vicino a suo padre, sua madre e i nonni.

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Tra i testi fondamentali di Lovecraft:
Diario di un incubo
I miei orrori preferiti
I miti di Ctulhu
I racconti del Necronomicon. Vol.1
I racconti del Necronomicon. Vol.2
Il caso di Charles Dexter Ward
Il guardiano della soglia
Il Libro dei Gatti
Il meglio dei racconti di Lovecraft
Il miraggio dello sconosciuto di Kadath
Il richiamo di Cthulhu
Il testo di R'Lyeh
In difesa di Dagon
Incubi dalle tenebre
Kadath
L'ombra venuta dal tempo
L'orrendo richiamo
L'orrore di Dunwich

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