Un West tumultuoso e oscuro, dove la Natura è l'assoluta legislatrice e le leggi degli uomini sono calpestate. Radure e deserti di creosote percorsi da scariche di elettricità statica, cavalli morenti per dissanguamento, erba sbiancata da una polvere calcarea, la lotta tra uomini innamorati, le vessazioni della crudeltà. Dèi oscuri o idioti che governano il presente, anticipano il futueo, sviliscono ogni evento passato. Se non avete mai letto un libro di Cormac McCarthy, cominciate ora. E' un'epica western che vale la lettura di un testo sacro: sacro ma che piace.
Cormac McCarthy è nato a Providence, Rhode Island, e vive, solitario e lontanissimo dal mondo dei civilissimi mass-media, a Los Pasos, in Texas.
Con All the Pretty Horses si è aggiudicato i prestigiosissimi National Book Award e National Book Critics Circle Award. Si tratta della prima puntata della Border Trilogy, che include anche The Crossing e il recente Cities of the Plan.
Le avventure del mito americano sono rivisitate alla luce di una decadenza metafisica, mentre ogni evento e ogni storia è allegorizzata all'interno di un oscuro disegno superiore, che si avvicina alla potente cosmologia di Lovecraft, deprivata però dell'elemento orrorifico e calata in un'epoca di dissoluzione storica e morale.
A Baricco, Cormac McCarthy piace tantissimo: ne ha fatta una lettura parecchio fascinosa in Totem, il fallimentare programma condotto dal boccoluto torinese su RaiDue.