12 ottobre 1896: nasce a Genova Eugenio Montale.
Riceve un'educazione di buon livello. Studia canto prendendo lezioni dall’ex baritono Ernesto Sivori. Frequenta assiduamente la Biblioteca Comunale Berio. In giugno si licenzia ragioniere al Vittorio Emanuele con buoni voti.
Nel 1917 conosce Sergio Solmi. Militare, viene inviato sul fronte in Vallarsa (Trentino). Gli viene affidato il comando di una postazione avanzata in località Valmorbia.
Nel giugno 1922 avviene il debutto poetico di Montale sul n. 2 della rivista torinese Primo Tempo, fondata da Giacomo Debenedetti, Mario Gromo e Sergio Solmi. Vi pubblica Riviere e la «suite» poetica Accordi Sensi e fantasmi di una adolescente.
Intrattiene rapporti e corrispondenze con gli amici torinesi e, soprattutto, con Sergio Solmi che gli sarà vicino per tutta la vita. Inizia a corrispondere con Emilio Cecchi e diviene amico di Roberto (Bobi) Bazlen.
Il 15 gennaio 1925 su Il Baretti, la rivista fondata da Piero Gobetti, appare l’annuncio di prossima pubblicazione di Ossi di seppia. Di lì a pochi giorni, edita da Gobetti stesso, esce la prima edizione di Ossi di seppia.
L'anno successivo incontra Italo Svevo a Milano. Ne nascerà una cordiale amicizia rinsaldata da una successiva visita a Trieste, dove Montale, ospite di Svevo, incontrerà anche Saba, Benco, Giotti e il vecchio amico Bobi Bazlen.
Nel febbraio 1927 Montale si trasferisce a Firenze, dove viene assunto come impiegato presso la Casa Editrice R. Bemporad e Figlio. In seguito, viene nominato direttore del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, una nota istituzione letteraria e biblioteca circolante fiorentina. Vi rimarrà fino al 1938, quando ne sarà allontanato per ragioni politiche, e perché non iscritto al Partito Fascista. Intanto, frequenta regolarmente il noto caffè Le Giubbe Rosse. Fa amicizia con Elio Vittorini, C.E. Gadda, Renato Poggioli, Guido Piovene, Salvatore Quasimodo. In settembre: primo viaggio a Parigi.
Nel 1932 EM pubblica la «plaquette» La casa dei doganieri e altri versi da Vallecchi, con le poesie che l’anno precedente avevano vinto il Premio Antico Fattore. In agosto è a Londra.
Nella primavera del '33 incontra Irma Brandeis, una giovane studiosa americana che ha letto Ossi di seppia. Ha inizio una relazione che, con alterne vicende, sarebbe durata fino al 1939. Col nome di Clizia, la Brandeis gli avrebbe ispirato le maggiori poesie di Le occasioni e di La bufera e altro, comparendo anche nei libri successivi. A lei (I.B.) sono dedicate Le occasioni.
A Firenze, Montale avrebbe conosciuto gli scrittori e i critici nuovi, che via via avrebbero riconosciuto nel suo lavoro un punto di riferimento decisivo. Sono Landolfi, Contini, Bo, Delfini, Gatto, Guarnieri, Luzi, Bigongiari, Macrì, Traverso, Anceschi, Sereni, Bertolucci, Parronchi, Pratolini, Bilenchi e altri.
Nel '39, conosce Drusilla Marangoni, da lui chiamata Mosca, che diviene sua compagna di vita e con cui inizia a convivere. In giugno spedisce a Einaudi a Torino il manoscritto di Le occasioni, che viene pubblicato alla fine di ottobre e diviene libro di «culto» delle giovani generazioni.
Nel '43 pubblica Finisterre. Si tratta delle poesie scritte negli anni tra il ’40 e il ’42, esportate clandestinamente in Svizzera da Gianfranco Contini.
A guerra finita, nel '48, Montale viene assunto quale redattore al Corriere della Sera e trasferisce definitivamente la sua residenza da Firenze a Milano. In marzo si reca in Inghilterra insieme a Alberto Moravia e a Elsa Morante, invitato dal British Council. Conosce T.S. Eliot.
1956: annus mirabilis. A giugno pubblica La bufera e altro in mille esemplari da Neri Pozza (sarà riedita da Mondadori l'anno successivo). A Natale pubblica Farfalla di Dinard da Neri Pozza in edizione fuori commercio.
Nel '60, esce la già edita Farfalla di Dinard, in edizione accresciuta, da Mondadori.
Il 13 giugno 1967 è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat «per avere illustrato la Patria nel campo letterario e artistico».
Nel 1971 pubblica Satura (1962-1970) nello «Specchio» di Mondadori, dove esce, nel '73, Diario del ’71 e del ’72, con un risvolto di Gianfranco Contini.
Il 23 ottobre 1975 viene annunciata l’attribuzione a Montale del Premio Nobel per la Letteratura.
Entrato ai primi di agosto dell'81 all’Ospedale San Pio X di Milano, Eugenio Montale vi sarebbe spirato per disturbi circolatori il 12 settembre, un mese esatto prima del suo ottantacinquesimo compleanno.