Luigi Pirandello, nato nel 1867 a Girgenti, vicino ad Agrigento, è uno dei sei italiani insigniti del Nobel per la Letteratura, essendone stato insignito nel 1934. E' morto due anni dopo l'assegnazione del prestigioso riconoscimento.
Il suo primo romanzo, L’esclusa, Pirandello lo scrisse nel 1891; poi, per trent’anni, lavorò ininterrottamente: romanzi, novelle, versi, drammi e commedie, l’uno sull’altro, ma riuscì a sfondare solo nel 1921: trent’anni dopo, quando aveva superato la cinquantina. La sua generazione, quella nata negli anni Sessanta dell’Ottocento, si trovò all’avvicinarsi della fine del secolo di fronte a una crisi di convinzioni e valori, sicché dovette fare i conti con essa, e rendersi conto che, cadute alcune certezze, affiorati alcuni dubbi, cambiate le tavole dei valori, non era possibile continuare a far arte come prima e bisognava, se si voleva lavorare ancora, prendere vie nuove. È un problema, questo, che si presenta a ogni generazione, e risolverlo non è mai facile; allora però si presentò con una forza angosciante, e richiese più tempo, più intelligenza, più coraggio. Il che spiega perché Pirandello, che lungo tutti gli anni Novanta sperimentò con fervorosa passione, nella lirica, nel teatro e nella narrativa, appena nel 1904, con Il fu Mattia Pascal, e solo nella narrativa, trovò una sua soluzione coerentemente innovativa.
La strada che Pirandello percorse come scrittore di teatro fu più lunga, e la ricerca più lenta. La sua prima commedia fu pubblicata su una rivista nel ’98, con il titolo L’epilogo, ma solo nel 1910 fu rappresentata con un titolo nuovo: La morsa; una seconda fu scritta, con il titolo Se non così, l’anno seguente, ma fu rappresentata come La ragione degli altri nel ’15, e pubblicata ancora più tardi, nel ’25. Leggendola si avverte facilmente che il relativismo di Pirandello è già maturo, ma che lui non ha ancora trovato un modo nuovo di portarlo in scena, e versa, come si dice, vino nuovo in botti vecchie.
Più tardi il teatro gli prende la mano: Pirandello si rende conto che esso, assai più della narrativa, è la forma letteraria meglio adatta a rendere la visione che lui si è fatta della vita: un gioco di mascheramenti e smascheramenti, un urto di conflitti dolorosi, esiti tragici, o, ma solo a volte, ricomposizioni pietose. Ma non riesce ancora né a trovare una sua formula né a conquistare il pubblico. Ci riuscirà solo nel ’21, in una situazione politica e culturale tutta diversa, dopo quella terribile esperienza che era stata la prima guerra mondiale e dopo tante innovazioni letterarie e artistiche: il futurismo, l’espressionismo, il teatro del grottesco. Nel ’21 i Sei personaggi in cerca d’autore alla prima rappresentazione caddero, ma poi fu un trionfo clamoroso: italiano, europeo, mondiale, e Pirandello fu, per decenni, un caposcuola, e ovviamente sfruttò il successo; scrisse e scrisse, fondò una sua compagnia, la seguì nel Vecchio e nel Nuovo Mondo, diventò Accademico d’Italia e premio Nobel.
Il fu Mattia Pascal
Lettere a Lietta
I vecchi e i giovani
Uno, nessuno e centomila
Taccuino segreto
Le novelle più belle
La giara e altre novelle
Chiose al Paradiso di Dante
Lettere della formazione (1891-1898)
Piccoli diari
L'esclusa
Il turno
Così è (se vi pare)
Pensaci Giacomino!
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Tutte le poesie
Sei personaggi in cerca d' autore-A ciascuno il suo-Stasera si recita a soggetto
Novelle da palcoscenico
Nuova colonia-O di uno o di nessuno
Amori senza amore
L'uomo dal fiore in bocca
Maschere nude: La nuova colonia-Lazzaro-I giganti della montagna
L'umorismo
La morsa-Lumie di Sicilia-Il dovere del medico
Racconti della rondine
Suo marito
Cento novelle
Novelle per un anno
I galletti del bottaio e altre novelle
Maschere nude
Romanzi
Tutti i romanzi-Novelle per un anno-Maschere nude
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