Me ne andavo, coi pugni nelle tasche sfondate;
Anche il mio cappotto diventava ideale;
Andavo sotto il cielo, Musa!, ed ero tuo fedele;
Diomio! quanti amori splendidi ho sognato!
Nei miei pantaloni c'era enorme uno strappo.
Ciccino sognante, nella corsa sgranavo
Rime. La mia locanda era l’Orsa Maggiore.
Nel cielo le mie stelle avevano un leggero
Fru-fru, l’ascoltavo seduto sul ciglio della via,
Le belle sere settembrine in cui la rugiada
M’imperlava la fronte come un vino di vigore;
In cui, poetando fra le ombre favolose,
Tiravo come lire gli elastici alle scarpe
Ferite, e avevo un piede accanto al cuore!
***
Che sono mai, cuor mio, le distese di sangue
E brace, e mille assassinii, e lunghe strida
Di rabbia, singhiozzi d’ogni inferno a rovesciare
Ogni ordine; e l’Aquilone ancora sui relitti
E ogni vendetta? Niente!... Ma sì, noi tutta
La vogliamo! Industriali, senatori, principi,
A morte! potenza, giustizia, storia, abbasso!
Ci è dovuto. Sangue! sangue! fiamma d’oro!
Soltanto a guerra, vendetta, terrore, tu, mio
Spirito! Voltiamoci entro il Morso: Ah! passate,
Repubbliche di questo mondo! Imperatori,
Reggimenti, coloni, popoli, ora basta!
Chi ha da smuovere i turbini di fuoco furibondo,
Se non noi e coloro che immaginiamo fratelli?
A noi! Romanzeschi amici: sarà bello.
Mai noi lavoreremo, oh flutti di fuoco!
Europa, Asia, America, sparite.
La nostra vendetta in marcia ha preso tutto,
Città e campagne! Saremo stritolati!
Salteranno i vulcani! E l’Oceano percosso...
Oh! amici miei! cuor mio, sono fratelli, è certo:
Neri ignoti, ci tocca andare! Andiamo! andiamo!
Sventura! mi sento fremere, l’antica terra,
Su me, sempre più vostro! la terra crolla.
Non è niente! son qui! sono ancora qui.
COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.