Insieme a Heaney, Bonnefoy e Zanzotto, Derek Walcott è il maggior poeta contemporaneo.
Caraibico (è nato a Castries, St Lucia, nel 1930), ha insegnato dal 1950 alla University of Boston.
Ha esordito come poeta (è anche autore di teatro) con In a green night, nel 1964. Il titolo che lo ha imposto all'attenzione della critica anglosassone risale all'81: si tratta di Midsummer, che raccolse commenti entusiastici e premi un po' ovunque nel pianeta. Tuttavia, l'opera maggiore di Walcott, quella che gli ha fruttato il Nobel nel 1992, è Omeros, un poema epico di ambientazione caraibica che si dipana in centinaia di pagine, dove il verso, a volte ampio e solare, altre contratto e nervoso, arricchisce i ritmi di un inglese meticcio, slogato, affascinantissimo, che ha fatto dire a Brodsky che Walcott è il miglior scrittore di lingua inglese oggi vivente. I sessantaquattro capitoli divisi in sette libri di Omeros narrano le storie e gli esili di Achille e Philocrete, due pescatori caraibici immersi in una natura descritta secondo le categorie di una cosmogonia.
La sua autobiografia, Another life, del 1973, contiene un poema composto da liriche amorose stupende, ed è il corrispettivo caraibico di Portrait of the Artist as a Young Man di Joyce.
Della solarità contrastata e del respiro immaginifico di Walcott, è testimone il seguente frammento:
Archipelagos
At the end of this sentence rain will begin,
At the rain’s edge, a sail.
Slowly the sail will lose sight of islands;
into a mist will go the belief in harbours
of an entire race.
The ten-years war is finished.
Helen’s hair, a grey cloud.
Troy, a white ashpit
by the drizzling sea.
The drizzle tightens like the strings of a harp.
A man with clouded eyes picks up the rain
and plucks the first line of the Odyssey.