Quanto la gestione di Stile Libero Einaudi sia vanamente furbina e falsamente politically correct viene oggi dimostrato dall'ennesima uscita editoriale di Moni Ovadia e compagnia. Stimiamo Moni Ovadia, probabilmente la forma mutagena più intelligente dell'artista popolare in epoca di Spettacolo vuoto e falso. Però da questo momento lo stimiamo di meno. Riuscite a figurarvi questo straordinario ed eclettico attore, abituato a cantare non soltanto della tragedia dell'Olocausto ma anche della metafisica cabbalistica, mentre stringe la mano a quel volpone di Paolo Repetti e sottoscrive l'accordo con Stile Libero? E', al tempo stesso, un'esperienza tragica e metafisica, un olocausto privato a cui è stato costretto - non si sa bene per quale ragione - il buon Moni. Che Paolo Repetti sia un volpone, è cosa nota a tutti: ambisce troppo all'uva e mastica astio predicando l'immaturità del frutto. Al punto che voci diverse ne annunciano un'uscita da Mondadori in qualità d'autore. Dopo avere stampato parecchi tomi a spese d'altri (anche dei lettori, che ringraziano da anni il trash e la scrittura ggiovane propinataci da questo Osho che parla romano), adesso Repetti vuole diventare autore lui stesso: il che dimostra quanto l'uva, dopotutto, fosse effettivamente matura. Quanto a Ovadia: che dire? Che si sta inflazionando, che sta uscendo con tutte le case editrici possibili e immaginabili (gli manca solo Corbaccio e poi è en-plein), che incomincia a sragionare pubblicamente davanti alle telecamere, che porta avanti tesi inquietantemente simili a quelle di Ernst Nolte, che pare destinato - abbandonata la storica ed ex cronica povertà - a emulare i fasti di Camilleri: parlare del bene dell'umanità guadagnando i milioni. Un perfetto autore per la scuderia di Paolo Repetti, insomma...
Moni Ovadia, Ballata di fine millennio, Einaudi Stile Libero, 35.000 lire libro+cd