Mailer, Updike e Irving? "Sono i Tre Stooges". Parola di Tom Wolfe. E s'incendia la polemica. E' come se Baricco avesse detto di De Carlo: "De Carlo non esiste. E' come Fracchia". O come se, dei Pulp, Camilleri avesse dichiarato: "Mi sembrano i Legnanesi". Gli Stooges infatti, sono popolarissimi in America: tre imbecilli di cui, in Italia, era sommamente celebrato quello con il caschetto alla Pappagone, che dal '35 in poi fecero sganasciare le mandibole statunitensi per le risate. Una versione trash dei fratelli Marx, insomma. Perché Tom Wolfe, impeccabile completo bianco avorio, con farfallino in dotazione, si è preso la briga di dare degli imbecilli ad altri tre sommi romanzieri degli States? Lo ha fatto in Tv, peraltro, creando un pericoloso precedente. Spiega Wolfe nella videointervista rilasciata alla trasmissione Hot Type: "Credo che quei tre, a cui penso come se fossero Larry, Curly e Moe (i tre Stooges, appunto, ndr), siano inveleniti dalla bile, a stare a quanto dicono di me e del mio libro". Quale libro? A man in full, l'ultimo capolavoro di Tom Wolfe, la riedizione a fine millennio del lavoro immaginativo svolto nel Falò delle vanità. Wolfe è inarrestabile e velenossissimo, come non mai.
La recensione di Società delle Menti - Ci eravamo pronunciati sul libro di Tom Wolfe che ora viene attaccato ferocemente da Mailer, Updike e Irving. Secondo noi, era comunque un capolavoro, anche se al di sotto delle aspettative dell'autore, che pensava di avere scritto il capolavoro americano del secolo. Atlanta che vuole rubare il primato a New York, mentre crescono le aspettative e le rendite dell'alta tecnologia. Le olimpiadi. Un uomo che ha tutto e forse non ha niente. L'aggiornamento epico de Il falò delle vanità.
Incendiario e vanitoso - Vita e opere del più dissacrante e dandy tra gli scrittori americani d'oggi. Dopo l'incendio divampato per la feroce rappresentazione degli Ottanta resa col Falò delle vanità, è rimasto nell'occhio delle polemiche, puntalmente rinfocolate dall'ultima uscita editoriale..
NORMAN MAILER
Ebreo narrante - A ogni pubblicazione firmata da Mailer lo sconcerto è assicurato. Dopo il Nudo e il morto, una leggenda per la narrativa Usa, ha inanellato fallimenti e trionfi, da Le armate della notte a Il fantasma di Harlot. Impegnato sul fronte civile, grondante contraddizioni, è uno dei guru assoluti della letteratura a stelle e strisce.
JOHN UPDIKE
Il borghese - Con Corri, coniglio! ha dato agli Stati Uniti uno dei romanzi più belli di questo secolo. E' stanco e vecchio, e i suoi ultimi libri risentono di questa spossatezza. Vittorio Sereni, acquistando Coppie per Mondadori, ne aveva pronosticato un successo assoluto: e oggi è una delle voci più ascoltate della letteratura americana.
JOHN IRVING
L'uomo di Garp - E' ancora presto per stabilire se John Irving lascerà una traccia indelebile nella storia letteraria statunitense. Certo è che il Mondo secondo Garp è un capolavoro. Più furbo e costruito ad hoc sembra invece l'ultimo romanzo, Un anno da vedova, che in Italia sta riscuotendo ottimi consensi.