Quanti di noi hanno mai pensato di trovare verità o consolazione in un verso di Giorgio Manacorda o di Patrizia Cavalli? Perché la gente non crede al petrarchismo di Cesare Viviani o alle vertigini di Maurizio Cucchi? Provate a scendere in strada e a chiedere al primo che passa: "Ma tu, davvero, cosa pensi di Giancarlo Majorino?". Ben che vi vada (a parte il "vaffanculo" ormai di rito), vi verrà risposto: "Chi è Giancarlo Majorino?". I poeti sono distanti dalla gente perché sono lontani dal mondo. Imbozzolati nel "poetico", chini sul proprio ombelico, i poeti della generazione di Milo De Angelis e di Patrizia Valduga non hanno capito più niente - almeno non lo hanno capito negli ultimi vent'anni. Non hanno passione, il loro sangue è bianco, la loro visione del mondo è albina. Sembrano una di quelle genìe regali che, dopo secoli di rapporti sessuali tra membri della stessa famiglia, sono diventate esauste ed emofiliache. Colpa della tivù e del mercato, dicono questi Grandi Esausti. Non è vero: quando l'universo invecchia, diviene freddo, gelido, sterile. La prova? I Nuovi Poeti, il mercato, lo cavalcano finché quello, stremato, non dà retta alla loro autenticità. Chi sono i Nuovi Poeti? Due nomi su tutti: Frankie Hi Nrg e Ice One. Hanno pubblicato da Einaudi o da Mondadori? No. Sono i dominatori della scena hip hop: e questo non basta a farne dei poeti. Però prendete i loro testi, sparate un colpo di bazooka ai critici formalisti, godetevi l'andamento ipnotico della loro versificazione sincopata e contratta. E osservate gli effetti: non è tanto il fatto che chiunque conosce i loro testi, quanto la sorpresa che chiunque li percepisce come portatori di lingua e di ritmo. Di odio e di amore, anche, e di verità. Il che, da sempre, è stato il lavoro della poesia...
FRANKIE HI NRG
"La lingua batte se la mente vuole"- In tempi di generale disimpegno, Francesco Di Gesù scriveva e urlava: "Potere alla parola". Prendete i suoi testi, le incredibili e funamboliche sospensioni tra quello che dice e quello di cui tace, i ritmi, le evoluzioni metriche: quest'uomo ha fatto esplodere il rap, anche se a scoppiare è stata la letteratura. Da "Verba manent" a "La morte dei miracoli", il genio linguistico di Frankie Hi Nrg continuerà a stupirci?
Caccia la rima, Sebi... - Giovanissimo, ha avuto l'opportunità e la bravura di esprimersi alla grande, con artisti irraggiungibili, da Ice T e Afrika Bambataa. Dall'esperienza del Colle Der Formento fino alla "Medicina buona" della sua Comitiva, con cui ha figliato lo splendido delirio poetico di "Nottetempo": Sebi è il volto più oscuro e sotterraneo dell'eversione linguistica hip hop, il suo poeta più tenebroso.
Mentre tutto declina e impietosamente muore, l'unico spirito bambino dell'alta poesia italiana resta ancora lui, Andrea Zanzotto. Non importa se cercano di mummificarlo (andatevi a leggere la prefazione di Stefano Agosti al Meridiano Mondadori dedicato alle poesie e alle prose zanzottiane): la sua sensibilità linguistica è custode di una tradizione ormai quasi millenaria, e quanto dice e non dice resiste come un ciottolo eroso da venti e da acque immemori. Andrea Zanzotto è l'ultimo Poeta: civile, lirico, antilirico e perfino epico. Non leggerlo è un peccato mortale...