La notizia l'ha lanciata un recensore d'eccezione, Richard Brook, punta di diamante della critica letteraria del Sunday Times. Gli ingredienti per lo scandalo c'erano tutti: il nuovo libro di Martin Amis, il mondo del porno, pedofili in libertà. E la Famiglia Reale britannica.
Sebbene Amis faccia di tutto per resistere agli attacchi e alle polemiche che gli arrivano dall'esterno (da comunità ebraiche in occasione dell'uscita della Freccia del tempo; dalla cugina quando M.A. ha pubblicato il morboso Experience), va detto che stavolta se l'è proprio cercata. Vediamo che ci racconta Richard Brook: "Martin Amis, romanziere inglese tra i più controversi della sua generazione, è pronto a scatenare ondate di puro schock con il suo nuovo lavoro, che provvede ad apparecchiare un mix esplosivo di nobiltà regale, pornografia e pedofilia. Per le sue ricerche, Amis si è messo a investigare negli empori del porno a Los Angeles. Questa indagine lo ha portato a trascorrere mezza giornata sul set di un film a luci rosse". Amis ha rilasciato una dichiarazione semipresbiteriana al Sunday Times, a proposito della sua visita cinematografara: "Era irritante. Lo facevano sul serio. Non era per niente una finta". Se Amis si è scandalizzato per la produzione di un film porno, possiamo immaginarci come si scandalizzerà Buckingham Palace quando leggerà la trama dell'ultima fatica firmata dall'autore dell'Informazione. Ce ne parla ancora Richard Brook: "Il protagonista è Xan Meo, uno che soffre di turbe mentali che lo portano a essere ossessionato dal sesso. [...] Meo, divenuto un mercante del porno, viene trascinato dalla trama in uno scandalo che coinvolge una principessa quattordicenne, figlia del re d'Inghilterra, Enrico IX. La principessina è al centro di un giro di pedofilia che va a impattare duramente sulla residua credibilità della monarchia". Mancanza di realismo? Plot porno che trasuda improbabilità? Non tanto, se "la regina, nel romanzo di Amis, è vittima di un gravissimo incidente d'auto. Mentre Lady D. è morta davvero in una circostanza identica, la regina della fiction entra in un coma profondo. Amis è parecchio intrigato dagli affari del clan Widsor", e soprattutto dagli scandali privati del principino William, figlio di Diana, recentemente accompagnatosi con amici coetanei che hanno avuto qualche problema di droga. Martin Amis non è nuovo a esplorazioni dei bassifondi dell'esistenza. Già in Money (qui accanto la copertina dell'edizione italiana) John Self era un pornomane coinvolto in un sistema di corruttela a New York. In London Fields, invece, era Keith Talent (un altro nome ingenuamente significativo: uno dei molti punti deboli della narrativa di Amis), un tipo che aveva a che fare col sadomaso. Però è la prima volta che lo scrittore (già al centro di polemiche odiose in seguito alla scelta di andarsene a vivere a New York, mollando gli inglesi e la loro puzza subnasale) prende di petto un tabù tipicamente britannico, quale è l'aura oscura e adamantina che avvolge le tenere crapine dei Regali inglesi.
Ci saranno polemiche altrettanto odiose? Vedremo. Noi italiani ancora stiamo aspettando il ritorno dei biscazzieri savoiardi - e il relativo incensamento - per dare la stura a operazioni letterarie come quella di Amis...