"Mi è venuto in mente poi un altro fatto che vorrei a questo punto confessare, dal momento che proprio grazie a esso cominciai a provare un meschino sentimento di riguardo per la Malvagia Strega e, qualcuno potrebbe dire, una segreta simpatia per tutte le persone aventi la sua stessa stregonesca disposizione che da allora mi sono state al fianco. Io non sopportavo Totò. E ancora oggi lo detesto. Come disse Gollum a proposito dello hobbit Bilbo Baggins in un'altra grande opera fantasy: 'Baggins: noi lo odiamo a morte' (il riferimento è al Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien).
Totò: quella piccola creatura pelosa uggiolante, quel fetido tappetino sempre tra i piedi! (dovrei a questo punto sottolineare il fatto che ho nutrito verso di lui i medesimi sentimenti anche quando avevo ancora i capelli). L. Frank Baum, bravissima persona, assegnò al cane un ruolo decisamente minore: tenere Dorothy su di morale o, quando non lo era, assolvere al compito di "uggiolare tristemente", caratteristica in sé non particolarmente attraente. Il suo unico contributo di una certa rilevanza narrativa nel libro di Baum consiste nel far cadere accidentalmente lo schermo dietro al quale il Mago si nascondeva. Il Totò del film invece scosta piuttosto deliberatamente una tenda per rivelare la presenza del Grande Impostore, e nonostante tutto trovo la cosa un irritante sfoggio di mascalzoneria. Non sono rimasto per nulla sorpreso nello scoprire che il cane che interpretava Totò aveva un temperamento da vera star del cinema, e che a un certo punto delle riprese, a causa di un tracollo nervoso sul set, aveva persino costretto a interrompere la lavorazione del film. Il fatto che Totò nel film dovrebbe essere l'unico e vero oggetto d'amore ha sempre fatto acqua. Inutile (ancorché gratificante) ogni protesta: nessuno, ora, può liberarmi da questo petulante tupé".